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Probiotici in soccorso dello stomaco, quando la flora batterica subisce danno da antibiotico

L’assunzione di probiotici aiuta a ridurre il rischio che gli antibiotici provochino irregolarità dell’attività intestinale. A dimostrarlo è un’analisi pubblicata sul Journal of the American Medical Association, in cui i ricercatori Rand Corporation, associazione nonprofit statunitense, hanno rielaborato i dati ottenuti in 63 studi incentrati sugli effetti di questi microrganismi amici della salute.

I probiotici, infatti, sono microbi che aiutano a mantenersi in forma garantendo il buon funzionamento dell’intestino. Ne sono un esempio i lactobacilli e il Bifidobacterium. Diversi alimenti – ad esempio alcuni yogurt – e integratori alimentari promettono di promuovere la regolarità intestinale proprio grazie alla presenza di questi microrganismi.


Fra le condizioni in cui potrebbero essere utili ci sono i casi di diarrea provocata dall’assunzione di antibiotici. “Abbiamo rilevato un chiaro effetto benefico dei probiotici nella prevenzione o nel trattamento della diarrea associata agli antibiotici”, ha spiegato la nutrizionista Sydne Newberry, coautrice dello studio. In particolare, l’assunzione dei probiotici riduce del 42% il rischio di dover lottare con questo disturbo intestinale quando si assumono antibiotici. “Tuttavia – ha precisato Newberry – sono necessari altri studi per determinare quali tipi di probiotici funzionino meglio, quali pazienti hanno più probabilità di trarre benefici dai probiotici e se c’è qualche rischio associato al loro uso”.

Bloccare gli effetti collaterali che l’assunzione di antibiotici può scatenare a livello intestinale potrebbe aiutare i pazienti a portare a termine la terapia antibiotica, spesso abbandonata proprio per questo motivo. Secondo l’analisi condotta dagli esperti della RAND questi microrganismi rappresentano una buona soluzione per tutti i pazienti indipendentemente dall’età, dalla durata della terapia antibiotica o da altre caratteristiche personali.
Salute Il Sole 24 Ore

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