Ictus: sensore sottocutaneo per …

Cinquecento pazienti in E…

Ulcera Venosa dell'arto inferior…

Le ulcere cutanee agli ar…

Pelle artificiale disegnata al c…

Pelle artificiale disegna…

Produzione di massa di staminali…

E' una singola proteina a…

Aumentare i livelli di HDL non s…

Roma, 16 ago - Aumentare …

Roma, S. Camillo - Cornee artifi…

[caption id="attachme…

Identificato il gene della sordi…

[caption id="attachment_6…

Linfomi gravi: la scoperta itali…

Uno studio italiano appen…

Preeclampsia: mette le donne a p…

Le neomamme che hanno sof…

Vero & Falso sulla Radioterapia

[caption id="attachment_3…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori del rene: stop al fumo per diminuirne l’incidenza fino al 28%

Il fumo è uno dei più importanti fattori di rischio per il tumore al rene. Ed è la causa del 50% delle neoplasie della vescica. Azzerare il vizio delle bionde potrebbe ridurre dal 16 al 28% i casi di cancro al rene. A sottolinearlo sono gli esperti della Società italiana di urologia (Siu), riuniti a Venezia fino al 24 ottobre per l’80esimo congresso nazionale. I nuovi orizzonti nella lotta alle patologie urologiche, come la disfunzione erettile, il cancro prostatico e quello vescicale, l’incontinenza urinaria e la calcolosi renale, sono le tematiche al centro del meeting Siu. A mettere in allarme gli specialisti è anche l’obesità, che “aumenta il rischio di carcinoma renale sia negli uomini che nelle donne – avvertono gli urologi – Negli Usa un’analisi quantitativa sintetica ha stabilito che il 27% di casi di tumore del rene tra gli uomini e il 29% tra le donne possono essere correlati a sovrappeso e obesità”.
Un’altra tematica al centro del summit è la disfunzione erettile “Solo nel nostro Paese colpisce ben 3 milioni di uomini tra i 40-70 anni – ricordano gli esperti – ma la ricerca ha messo a disposizione diverse soluzioni terapeutiche. Ad esempio i farmaci Pde-5, che permettono al paziente di tornare a vivere la propria sessualità con sicurezza e spontaneità”.
“Per la diagnosi del tumore della prostata – evidenziano poi gli urologi – è stato introdotto un nuovo ed ulteriore strumento, il ‘Prostate cancer gene 3’ (Pca3), un test basato sui geni e che aiuta a decidere sull’opportunità di sottoporre i soggetti con sospetto di carcinoma prostatico a biopsia prostatica per giungere a una diagnosi di Pca. Il Pca3 è specifico per il cancro della prostata. Questo – precisano gli esperti – significa che è prodotto unicamente dalle cellule di tumore prostatico e non è influenzato dalle dimensioni della prostata”.

“Il Pca3 test fornisce informazioni molto utili, in aggiunta a quelle fornite dall’esame del Psa – sottolineano gli urologi Siu – per decidere sull’opportunità o meno di procedere all’esecuzione di una biopsia prostatica. Inoltre una nuova molecola è stata inserita nell’elenco delle armi farmacologiche che consentono di combattere il tumore della prostata, l’abiraterone acetato. E’ stato approvato per il trattamento del carcinoma della prostata in uomini adulti e rappresenta una terza linea di trattamento, ovvero viene utilizzato quando le terapia fino ad ora esistenti non riescono più a controllare il tumore. E’ usato – osservano – quando il carcinoma è metastatico o le terapie antitumorali a base di chemioterapici abitualmente utilizzati non danno o cessano di dare risultati soddisfacenti”.
Altro tema oggetto dei lavori congressuali è il fronte chirurgico. “La laparoscopia da alcuni anni ha avuto forte impulso in ambito urologico – spiegano gli esperti – per l’intervento sul tumore della prostata. Si effettua una prostatectomia radicale con il robot ‘Da Vinci’ che può essere eseguita con tecniche di microchirurgia di assoluta avanguardia e in visione di tridimensionalità. Dunque una grande precisione, la minima invasività e l’azzeramento del dolore per il paziente”.
Infine, un altro argomento in discussione al congresso Siu di Venezia è l’utilizzo delle sostanze nutraceutiche, normalmente derivate dalle piante, dagli alimenti e da fonti microbiche, per prevenire le malattie croniche e migliorare lo stato di salute. Quindi per ritardare il processo di invecchiamento e aumentare l’aspettativa di vita. “In ambito urologico sono stati introdotti alcuni prodotti per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna (Ipb) – concludono i medici – mentre di altri si è visto l’effetto positivo nelle cistiti ricorrenti”.

AdnKronos

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments

[…] Tumori del rene: stop al fumo per diminuirne l’incidenza fino al 28% CondivisioneLeggi anche Il tiro al piccione Interpretare e guarire il dolore degli anziani: a Milano il Progetto ‘Come’ RNA: scoperta la classe che regola la traduzione delle proteine Polverini con la scorta a fare shopping L’invecchiamento è collegato al cancro […]

Archivi

1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x