Cancro Ovarico: diagnosticabile …

E' possibile rilevare la …

Vaccino antinfluenzale protegge …

Il vaccino per l'infl…

Marea nera: guerra batteriologic…

[caption id="attachment_8…

Boehringer Ingelheim e Ashoka Ch…

Washington, DC e Inge…

Respinta la legge 40 dalla Corte…

Respinto, dalla Corte eur…

Cancro al seno: aspirina e ibupr…

Ibuprofene e Aspirina sem…

Cellule tumorali: studio indica …

[caption id="attachment_8…

Dengue: si parla molto della zan…

[caption id="attachment_6…

Morbo di Parkinson: scoperta pro…

Scoperta la proteina-sent…

Fecondazione eterologa: Cecos, b…

"Dal giorno successivo a…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Malattie neurodegenerative: trattamenti antidepressivi stimolano crescita cellule staminali nervose

Una speranza per contrastare malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson viene da uno studio sulle terapie antidepressive condotto da Maura Boldrini, ricercatrice dell’universita’ di Firenze. Alla scoperta ha dedicato la copertina la rivista scientifica Biological Psichiatry. La scienziata fiorentina ha dimostrato che, sui soggetti affetti da forme depressive, il trattamento farmacologico stimola la crescita di cellule staminali nervose e di vasi sanguigni.
‘Questa scoperta – spiega Boldrini – rafforza le aspettative del mondo scientifico nei confronti del potenziale di trattamenti basati sulle capacita’ rigenerative delle cellule staminali’.

Nel corso dello studio sono stati confrontati pazienti con diagnosi di disturbi dell’umore con tracce di antidepressivi nel tessuto cerebrale e storia di trattamento con antidepressivi serotoninergici, soggetti depressi che non avevano assunto farmaci antidepressivi e persone non depresse, tutti con le stesse caratteristiche legate all’eta’ e al sesso.
‘E’ un dato acquisito – spiega la ricercatrice – che gli antidepressivi abbiano un potenziale applicativo che va al di la’ della regolazione dell’umore. Con una nuova ricerca ci proponiamo adesso di individuare su quali recettori i farmaci antidepressivi agiscono per produrre l’effetto neurotrofico. A questo scopo useremo un sistema di ricettori in grado di simulare gli effetti della serotonina’. Pochi giorni dopo la pubblicazione su Biological Psichiatry la scoperta della Boldrini e’ stata ripresa e approfondita dalla rivista Science.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!