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Biotecnologie dedicate al “sorridere” bene

Secondo un vecchio detto, un sorriso vale più di mille parole. L’ortodonzia può aiutare a migliorare l’aspetto e la posizione dei denti e dell’osso mascellare delle persone, per denti che funzionano meglio e sorrisi più attraenti. Negli ultimi anni, l’ortodonzia per la correzione dei denti ha utilizzato apparecchi fatti di un polimero plastico trasparente con buoni risultati, ma ora si spera di migliorare ancora grazie all’aiuto della nanotecnologia. Un’università spagnola ha brevettato un nuovo processo all’avanguardia, producendo sorrisi tutt’intorno.

Il trattamento ortodontico viene eseguito usando apparecchi che generalmente ricadono in due ampie categorie: apparecchi rimovibili (o retainer) e apparecchi fissi (o binari). Essi possono essere fatti di metallo, porcellana bianca o plastica trasparente. Gli apparecchi fatti di plastica trasparente hanno un migliore aspetto estetico se confrontati con quelli metallici, ma anche loro presentano una serie di problemi, come il logorio all’interno della bocca. Ed è in questo campo che i progressi della nanotecnologia potrebbero fornire delle soluzioni.

“Noi stavamo valutando la frizione tra denti e arco ortodontico [apparecchio], e ci venne in mente che la nanotecnologia ci poteva aiutare a risolvere questo problema,” ha commentato Juan Baselga, direttore del Gruppo polimeri e compositi della Universidad Carlos III de Madrid (UC3M). La soluzione che hanno trovato consiste nell’usare nanoparticelle di allumina molto dure distribuendole uniformemente nel polisolfone, lo stampo polimerico che l’azienda CEOSA-Euroortodoncia usa nella produzione industriale degli apparecchi.

I ricercatori provenienti dalla UC3M, assieme a un’azienda privata, hanno brevettato un nuovo processo e hanno prodotto un nuovo materiale che aumenta sia la resistenza meccanica che quella alla frizione, mantenendo in tal modo la trasparenza degli apparecchi. “Noi siamo riusciti a sviluppare un materiale più rigido con questa tecnologia che ha migliorato in modo evidente la resistenza alla frizione, aiutando in questo modo a sopportare il logorio prodotto dai denti o dalla masticazione,” ha spiegato il professor Baselga. “Inoltre, esso è biocompatibile, requisito fondamentale per un oggetto che dovrà essere usato in bocca, e soddisfa inoltre i requisiti europei per i prodotti che sono a contatto con gli alimenti.”

Questa innovazione permette di incorporare e diffondere in modo uniforme le nanoparticelle in uno stampo polimerico in una percentuale molto bassa. Una volta che i ricercatori della UC3M hanno completato questo processo, che si basa su tecniche chimiche ecologiche, le particelle sono diffuse nel polimero mediante tecniche di micro estrusione e micro iniezione, e sono infine combinate per produrre il pezzo finale.

“Noi dosiamo la plastica poiché la quantità minima che una macchina normale può iniettare sono 15 grammi, mentre i nostri pezzi pesano 0,06 grammi … sarebbe come iniettare insulina usando una siringa per cavalli,” ha spiegato il direttore dell’azienda Alberto Cervera. “E con la tecnologia che stiamo usando, micro estrusione e micro iniezione, noi siamo in grado di controllare queste quantità piccolissime di materiale con la massima precisione,” ha aggiunto.

Vale la pena sottolineare che il rapporto tra UC3M e CEOSA-Euroortodoncia sfrutta la sinergia tra settore pubblico e privato. “Noi rientriamo tra le piccole e medie imprese e riceviamo il supporto dell’università per produrre un prodotto di prima qualità, che è quindi vantaggioso negli accordi che abbiamo raggiunto per dieci anni sotto forma di progetti per le tesi di laurea, tesi di dottorato e programmi congiunti di ricerca all’interno dell’Unione europea e nella Comunità Autonoma di Madrid, ad esempio,” ha aggiunto Alberto Cervera. “Noi abbiamo imparato molto da questa collaborazione,” ha proseguito Juan Baselga, “poiché questa azienda ci ha presentato i problemi reali che incontra nel suo settore industriale e ha aperto i suoi laboratori alle nostre necessità.”

Secondo i ricercatori, questi nuovi materiali, plastiche nano rinforzate, possono avere anche altre applicazioni oltre che nel settore dell’ortodonzia. In particolare, il polisolfone interessa al settore della bio salute per lo sviluppo di attrezzature medico/chirurgiche: la sua biocompatibilità significa che può essere usato per migliorare la rigidità e la resistenza alla frizione. Inoltre, esso ha anche possibili applicazioni nell’industria automobilistica e nel campo della sicurezza, come ad esempio lo sviluppo di una nuova visiera per i vigili del fuoco.

Per maggiori informazioni, visitare:

Universidad Carlos III de Madrid:
http://www.uc3m.es/portal/page/portal/home

CEOSA-Euroortodoncia:
http://www.dmceosa.com/

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