Tromboembolismo in pazienti in c…

Semuloparina, molecola …

Sindrome delle apnee notturne, e…

La Sindrome delle apnee o…

TRAPIANTI: UNA SOLA CORNEA INTER…

[caption id="attachment_7…

Appello dei Pediatri alla classe…

Al Congresso Nazionale SI…

Fibrillazione atriale: da ottobr…

[caption id="attachment_8…

Epatite C: protocolli con Telapr…

REGIMI BASATI SU TELAPR…

Cancro al pancreas: test rapido …

[caption id="attachment_5…

Telefonino: per maggiori precauz…

Meglio prevenire. Sembra …

Retiniti e maculopatie: nuove pr…

[caption id="attachme…

Malattie renali: nuovi studi fan…

[caption id="attachment_7…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ipertensione: diventa una cura un’ora di sonno in più

Non solo all’umore, alla memoria e al cervello: un buon sonno ristoratore, magari più lungo di un’ora rispetto alla media delle sette ore, può aiutare anche a tenere sotto controllo la pressione alta. E i primi benefici si notano già a partire dalle prime sei settimane.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Sleep Research da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Boston (Usa) guidati da Monika Haack, ha messo infatti in evidenza che gli uomini e le donne che dormono regolarmente meno di sette ore per notte rischiano di incorrere in valori della pressione sanguigna più alti della norma più spesso dei coetanei che invece, a parità di stile di vita, dormono più a lungo.

La mancanza di sonno e uno stile di vita stressante sono da ormai molto tempo associati a un aumentato rischio d’ipertensione (valori pressori sopra i 140mmHg/90mmHg). I ricercatori hanno reclutato 22 uomini e donne di mezza età con pre-ipertensione – ovvero con valori di pressione sanguigna non eccessivamente alti, ma vicini al raggiungere livelli pericolosi – che hanno dichiarato di dormire, in media, non più di 7 ore per notte. Nel corso dello studio, durato sei settimane, a 13 membri del gruppo è stato detto di andare a letto un’ora prima ogni sera, mentre le altre 9 persone hanno continuato a mantenere le loro abitudini riguardo l’orario di coricarsi. I risultati hanno dimostrato che il gruppo del sonno anticipato, in media, era riuscito a dormire 35 minuti in più ogni notte, e che grazie a questo piccolo cambiamento i loro valori di pressione sanguigna erano scesi tra gli 8 e i 14mmHg.

Secondo i ricercatori riposare meno di 7 ore per notte influirebbe sulle capacità dell’organismo di affrontare nel corso della giornata gli ormoni dello stress, responsabili di alterare la pressione sanguigna. Nonostante la preliminarietà dei risultati ottenuti, affermano i ricercatori, un maggior numero di ore di sonno a notte dovrebbe essere prescritto, insieme alla terapia, a chi soffre di pre-ipertensione o pressione alta.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!