Alla casa di cura Quarenghi di S…

  In media, la terapia r…

Sinusite: ripristinando la flora…

La sinusite potrebbe esse…

Gel a DNA che simula i muscoli

Alcuni ricercatori americ…

Una proteina chiave nel ruolo di…

[caption id="attachment_6…

Medicina rigenerativa: riparare …

Una sorta di 'macchina de…

Tumori: Trastuzumab conferma eff…

In 2000 donne lombar…

Evoluzione nei batteri: il mecca…

Anche se le fonti di dive…

SIDERO Onlus: 8 milioni di itali…

I sintomi vengono spesso …

Panoptes Pharma e Mediolanum Far…

Milano, 9 Febbraio 2015 –…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La doppia elica del DNA non più ai raggi X ma al microscopio elettronico

Non piu’ i raggi X come nel 1953, ma fasci di elettroni: la doppia elica del DNA mostrata per la prima volta in un’immagine al microscopio elettronico, grazie ad una tecnica inventata da un gruppo di ricercatori dei dipartimenti di Nanostrutture e Nanochimica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), in collaborazione con l’Universita’ della Magna Grecia. Coordinati da Enzo Di Fabrizio, i ricercatori hanno sviluppato un metodo che permette di distendere filamenti di DNA in tutta la loro struttura a doppia elica, senza danneggiarli, sopra una particolare superficie di silicio e di acquisirne l’immagine attraverso un microscopio elettronico a trasmissione. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista internazionale Nanoletters con il titolo ”Direct Imaging of DNA Fibers: The Visage of Double Helix”.

Lo studio diretto di singole molecole, o di piccoli quantitativi di molecole, e’ importante per comprendere a livello della nanoscala importanti meccanismi biologici. La tecnica sviluppata all’Istituto Italiano di Tecnologia permettera’ di vedere in che modo le proteine, l’RNA e le altre biomolecole interagiscono con il DNA. ”La nostra ricerca muove dalla consapevolezza che per approfondire la conoscenza del funzionamento del DNA, e’ ormai necessario disporre di nuovi strumenti che ci permettano di svelarne in modo diretto la struttura e le funzioni, sia nella parte codificante che in quella non codificante” spiega Enzo Di Fabrizio, coordinatore della ricerca e direttore del Dipartimento di Nanostrutture di IIT. Tali strumenti originano dallo sviluppo piu’ avanzato delle nanotecnologie: la tecnica della microscopia elettronica a trasmissione coniugata alla capacita’ di costruire e controllare strutture artificiali a livello nanometrico.

Nel prossimo futuro, lo sviluppo di rivelatori piu’ sensibili di 10-100 volte degli attuali, consentira’ di vedere singole e doppie eliche di DNA, e di studiare direttamente sia i fenomeni epigenetici che le informazioni contenute nei tratti non codificanti.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi