Lo spermatozoo che incontra l'ov…

Scienziati Usa fotografan…

Diabete di tipo 1: dal vaccino a…

Una nuova arma per la cur…

AIDS: un antibiotico insieme a a…

[caption id="attachment_6…

Il segreto della resistenza dell…

Secondo lo studio, sarebb…

AIFA: vaccini rivoluzionari, i p…

Un decennio per ottenere …

Identificato un nuovo gene respo…

[caption id="attachment_5…

Morbo di Parkinson: nuova cura c…

Una nuova terapia, che si…

USA: protesi addio. Per il 90% d…

Roma, 21 febbraio 201…

Globuli rossi da cellule stamina…

[caption id="attachment_8…

Inaspettata efficacia di un anti…

L'antidepressivo, noto c…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La sindrome di Otello, gelosia ed invidia, sono “ospitati” in un’area specifica del cervello

La gelosia delirante a cui sono associati comportamenti aggressivi come lo stalking, il suicidio o l’omicidio sarebbe legata allo squilibrio di una specifica area del cervello.corteccia_prefrontale E’ questo il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori del Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’università di Pisa, pubblicato sulla rivista ‘Cns – Spectrums’ della Cambridge University Press.
Secondo gli autori dell’articolo – Donatella Marazziti, Michele Poletti, Liliana Dell’Osso, Stefano Baroni e Ubaldo Bonuccelli – le radici neuronali della cosiddetta ‘sindrome di Otello’ si troverebbero nella corteccia frontale ventro-mediale, un’area del cervello che sovrintende complessi processi cognitivi e affettivi.


“Abbiamo elaborato un modello teorico – spiega Marazziti – basato sull’osservazione clinica dei pazienti affetti da schizofrenia, alcolismo e morbo di Parkinson, nei quali sono molto comuni le manifestazioni di gelosia delirante, in particolare nei soggetti che soffrono di morbo di Parkinson e che sono curati con farmaci che incrementano la produzione di dopamina”.
“L’indagine empirica delle basi neurali della gelosia è solo all’inizio e ulteriori studi sono necessari per chiarirne le radici biologiche”, avverte Marazziti. Se infatti la gelosia è un sentimento del tutto naturale, il punto è individuare lo squilibrio biochimico che trasforma questo sentimento in un’ossessione pericolosa. Pensare che la relazione con la persona amata sia l’unica cosa importante della propria vita, interpretare erroneamente i comportamenti e i sentimenti del partner e percepire la sua perdita come una totale catastrofe sono ad esempio sintomi che alla fine possono portare a comportamenti aggressivi ed estremi. “La speranza – conclude Marazziti – è che una maggiore conoscenza dei circuiti cerebrali e delle alterazioni biochimiche che sottendono i vari aspetti della gelosia delirante possa aiutare ad arrivare ad un’identificazione precoce dei soggetti a rischio”. (Adnkronos Salute) –

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x