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24 Marzo 2013 Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi

SITIPIl ritorno della tubercolosi e l’impegno dei pediatri per la realizzazione di linee guida condivise

 

Roma, 22 marzo 2013 – Si celebra tutti gli anni, il 24 marzo, la Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi, per non dimenticare che, sebbene sia una malattia curabile, ogni giorno nel mondo muoiono 4.700 persone. E ogni anno si registrano circa 9 milioni di nuovi casi e circa 2 milioni di decessi di cui l’80% concentrati in 22 Paesi.

In Italia, la tubercolosi, nonostante venga ritenuta una malattia lontana, quasi dimenticata, ha registrato, negli ultimi anni, un incremento tra i più giovani e soprattutto tra i bambini (0-14 anni).“Ogni anno vengono segnalati circa 4000 casi di tubercolosi di cui circa il 4-5% in bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni” spiega la Prof.ssa Luisa Galli dell’Ospedale Meyer di Firenze. Prosegue la Dott.ssa Laura Lancella, dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma: “E’, infatti, in aumento l’incidenza nella classe di età più giovane (0-14 anni) che si aggira su 2,8 casi su 100.000 ma, in particolare,  è in incremento l’incidenza di tubercolosi nei bambini di età compresa tra 0-4 anni, stimata di 3-4 casi ogni 100.000 bambini.

Questi dati sono stati raccolti grazie ad uno studio epidemiologico, promosso dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), che ha portato alla costituzione di un Registro Nazionale sulla tubercolosi pediatrica. La Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente  SITIP, infatti, ha implementato nel corso del 2012, una serie di attività volte a migliorare la gestione della tubercolosi in età pediatrica, tra cui questa iniziativa che è stata coordinata dal Prof. Maurizio de Martino e dalla Prof.ssa Luisa Galli dell’Ospedale Meyer di Firenze e dal Dott. Alberto Villani e dalla Dott.ssa Laura Lancella dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. A tale Registro hanno già aderito 29 Centri pediatrici sparsi su tutto il territorio nazionale, segnalando, nel totale rispetto dell’anonimato, oltre 250 casi di malattia tubercolare, prevalentemente polmonare.

Nella Giornata Mondiale per la lotta alla tubercolosi, la Prof.ssa Susanna Esposito, che lavora come Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, presenta i prossimi progetti della Società italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) su questa patologia.

“In Italia – sostiene Susanna Esposito –  la malattia si sta diffondendo sottoforma di piccoli focolai  epidemici che si accendono prevalentemente in ambiente scolastico o familiare, dove adulti contagiosi diffondo il bacillo di Koch ai piccoli. Da qui la necessità di  intensificare la sorveglianza su adulti la cui sintomatologia possa far porre il sospetto di malattia tubercolare specie quando vivano a stretto contatto con i bambini.”

Tra le iniziative messe a punto dalla SITIP, la prima è quella relativa alla stesura di una linea guida sulla gestione del bambino esposto al contatto con un caso di tubercolosi. Tale documento, che è molto importante anche per il contenimento di epidemie che si possono verificare a livello familiare o anche nelle scuole, sarà steso da parte di un panel di esperti SITIP e di altri esperti riconosciuti e sottolineerà quali esami effettuare in queste situazioni e quando e come iniziare la profilassi specifica, spiegando anche come gestire i piccoli che hanno avuto contatti prolungati con pazienti affetti da tubercolosi multiresistente. La seconda iniziativa è quella che prevede la realizzazione di incontri di formazione sul tema. Dopo il primo incontro svoltosi a Milano il 6 novembre 2012 e che ha corrisposto alla presentazione del Registro SITIP sulla tubercolosi in età pediatrica, la prossima giornata dedicata si terrà in autunno a Napoli e vedrà il coinvolgimento del Prof. Alfredo Guarino e del Dott. Andrea Lo Vecchio dell’Università Federico II.

Tutti questi progetti sottolineano come per la SITIP e più in generale per gli infettivologi pediatri la tubercolosi sia un problema sempre più frequente, che deve vedere la collaborazione tra Ospedali di riferimento pediatrici per la gestione dei casi più complessi, Ospedali di secondo livello e pediatri di libera scelta con protocolli condivisi che seguano le raccomandazioni scientifiche più aggiornate.

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