Nobel per la medicina: assegnato…

Nobel per la Medicina a t…

Monito OMS all’Europa: entro il …

Ad Antalya, Turchia, si c…

Epatite C: Min. Salute intende c…

Con un emendamento alla L…

FOFI e ALLIANCE HEALTHCARE ITALI…

 Altre 14 farmacie d’emer…

Padova: selezione spermatozoi pe…

Un bimbo e' gia' nato e u…

Probiotici ‘amici del cuore’ aiu…

Studi clinici illustrati …

"Faccia da Toast" - Un laborator…

26 settembre 2014 ore 13,…

Tumori: il Veneto prima regione …

Per scoprire un tumor…

La vitamina C efficace se si ass…

[caption id="attachment_1…

Da scarti di pomodori e spremitu…

Nei rifiuti non sono cont…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cellule cerebrali umane impiantate nei topi, che diventano più intelligenti

Più intelligenti e con una capacità di apprendimento migliorata. Sono i topi sottoposti ad un trapianto di cellule umane del cervello, precisamente della glia. Queste assieme ai neuroni costituiscono il sistema nervoso ed hanno una funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, assicurando l’isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni. cellule_umaneLa scoperta è stata messa a segno all’University of Rochester Medical Center di New York e lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Celle Stem Cell. Un passo importante perché è uno dei primi lavori ad indagare il ruolo delle cellule gliali nello sviluppo delle capacità conoscitive dell’uomo. Un passo che potrebbe aprire una strada a terapie più mirate per le patologie neurologiche, la schizofrenia e la malattia di Huntington.
I risultati hanno dimostrato che la glia, pur non avendo un ruolo nella conduzione degli impulsi elettrici neuronali, è importante nel modulare l’attività cerebrale.


“Per valutare questo aspetto nell’uomo – spiegano i ricercatori – abbiamo innestato le cellule progenitrici gliali nel cervello di topi neonati e in seguito abbiamo verificato la crescita e l’evoluzione dei topi. Ebbene le – precisano – le cavie innestate con le cellule umane avevano un apprendimento più rapido e una memoria più sviluppata rispetto a quelle non operate”.
Dunque, questi risultati indicano che la glia umana, pur avendo delle funzionalità diverse da quella dei roditori dove ha un ruolo nel modificare le capacità di apprendimento “potrebbe – sottolinea la ricerca – avere anche nell’uomo un ruolo ancora non indagato nello sviluppo dell’intelligenza”. Ora la sfida per i ricercatori è capire proprio questo aspetto delle cellule gliali e come agisco in alcuni disturbi neuropsichiatrici e neurologici. Come la schizofrenia e la malattia di Huntington.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!