Staminali della pelle: scoperto lo switch dell’identità cellulare

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Ringiovanire le cellule. Ricercatori dell’Ifom e dello Ieo di Milano hanno individuato il meccanismo di azione di Polycomb, un gruppo di proteine che agisce silenziando oltre 6000 geni e che oltre a svolgere un ruolo da protagonista nel differenziamento e nella tumorigenesi funziona infatti da interruttore di identità cellulare, “permettendo” la transizione da cellula differenziata a staminale. Lo svela una ricerca pubblicata su PLoS Genetics e condotta da Stefano Casola e Giuseppe Testa.

“Tramite un’analisi funzionale condotta sull’intero genoma abbiamo scoperto che i circa 6000 geni regolati da Polycomb non sono tutti ugualmente importanti nel processo di riprogrammazione. staminali_pelleÈ solo uno specifico sottogruppo che deve essere spento per garantire che una cellula matura torni a uno stato indifferenziato. Senza questi geni chiave non è possibile generare cellule staminali da cellule della pelle”, commenta Casola, direttore del gruppo di ricerca Ifom di Immunologia molecolare e biologia dei linfomi.

Del gruppo di proteine studiato è noto il coinvolgimento nella formazione di tumori. Difetti nella regolazione di Polycomb sono infatti comuni in molte patologie, dai tumori come i linfomi, il cancro della prostata, cervello e mammella alle malattie genetiche come la sindrome di Kabuki e ad alcune forme di ritardo mentale. “Questa scoperta rappresenta un importante contributo per la ricerca sulle cellule staminali. Le sue ricadute però non si limitano esclusivamente all’area della medicina rigenerativa”, precisa Testa, che allo Ieo coordina il programma di ricerca Epigenetica delle cellule staminali. “Adesso che abbiamo identificato i geni chiave controllati da Polycomb possiamo studiarne la funzione in condizioni patologicamente molto rilevanti, come i tumori. Alla luce anche dei nostri risultati infatti emerge sempre di più come il cancro sia la conseguenza di un disturbo di identità della cellula che perde la sua impronta e acquisisce nuove proprietà in maniera molto simile a una riprogrammazione”.

La ricerca è stata realizzata grazie al supporto, fra gli altri, di Epigen, ERC, AIRC, Fondazione Giovanni Armenise/Harvard e del bando Giovani Ricercatori del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali che nell’anno 2008 ha selezionato e finanziato oltre cinquanta progetti di ricerca della durata di tre anni condotti da ricercatori under 40.

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