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Integratori contenenti il DMA possono danneggiare il cuore ma anche le precisazioni del Min della salute


Se contengono dimetilammina possono anche causare infarti

Gli integratori per perdere peso, aumentare la massa muscolare e ottenere migliori performance possono mettere a rischio la salute del cuore se fra i loro ingredienti è inclusa la dimetilammina (Dma), uno stimolante che secondo la Food and Drug Administration (Fda) statunitense può aumentare la pressione sanguigna e promuovereproblemi cardiovascolari – infarto incluso – e altri disturbi, come difficoltà respiratorie e fitte al petto. Proprio per questo motivo l’autorità d’oltreoceano ha dichiarato illegali i prodotti contenenti Dma.dma

A far scattare l’allarme sono state decine e decine di segnalazioni di problemi di salute e decessi associate al consumo di integratori contenenti questa molecola giunte proprio alla Fda. In Europa, invece, è stata la Svezia, a segnalare al Rapid Alert System for Food and Feed (Rasff, il sistema di allerta europeo per la sicurezza alimentare) che la Polonia ha distribuito in 34 nazioni europee – Italia inclusa – prodotti contenenti Dma provenienti da Canada e Stati Uniti.

Dopo l’ordine di ritiro dal commercio dei prodotti incriminati la Fda ha riesaminato la letteratura scientifica sugli effetti della dimetilammina, giungendo alla conclusione che le informazioni ad oggi a disposizione non sono sufficienti per scagionare la molecola dall’accusa di essere potenzialmente pericolosa per la salute cardiovascolare. Il divieto di commercializzare gli integratori che la contengono è stato, quindi, confermato.

La Dma è un derivato dell’ammoniaca. Per riconoscerne la presenza negli integratori è bene controllare l’etichetta, ricordando che altri possibili termini con cui può essere indicata la sua presenza sono, oltre all’acronimo Dma, N-metilmetanammina, geranamina, metilesanamina, estratto di radice di geranio, olio di geranio, 1,3 dimetilamilamina, pentilamina, fortano e 2-amino-4-metilexano.


In seguito alla pubblicazione su alcuni media di articoli riguardanti una pericolosità di alcuni integratori per dimagrire, il Ministero della Salute intende precisare alcuni punti essenziali
LM&SDP
Riportiamo il testo di un comunicato del Ministero della Salute circa le notizie apparse sugli organi d’informazione in merito alla commercializzazione di integratori contenenti la dimetil-amil-amina (DMAA) , sostanza anfetamino-simile.

Il Ministero della salute precisa che l’immissione in commercio di tutti gli integratori in Italia è soggetta all’obbligo di notifica dell’etichetta al Ministero della salute, attraverso l’esame della quale viene fatta una valutazione dell’idoneità del prodotto caso per caso. All’occorrenza, viene anche richiesto alle Imprese di presentare specifica documentazione che ne attesti la conformità alla normativa vigente.

La dimetil-amil-amina (DMAA) valutata negativamente dagli esperti della Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione (CUDN), sulla base dei dati della letteratura scientifica e anche a seguito di apposite indagini analitiche, non rientra nella naturale composizione dell’olio di geranio, contrariamente a quanto affermato.
Conseguentemente, la presenza della sostanza in prodotti con costituenti naturali deriva da una aggiunta fraudolenta.

Il Ministero della salute, a seguito delle valutazioni della CUDN ha da tempo vietato l’uso della sostanza negli integratori alimentari.
Di conseguenza, non sono disponibili sui canali ordinari del mercato italiano prodotti legalmente commercializzati contenenti DMAA.

Il Ministero della salute, considerando l’esigenza di rendere più efficaci i controlli anche sui nuovi canali distributivi, ad esempio internet, ha da tempo avviato un protocollo di intesa con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS) per intensificare la lotta alla contraffazione di prodotti presentati come “naturali”, ma contenenti in realtà sostanze non ammesse e quindi illegali.

Bene. E’ sempre meglio fare chiarezza, onde fugare i dubbi ed evitare la diffusione di falsi allarmismi.

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