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Trapianti di fegato: se parziali comportano meno rischi in età pediatrica


Il trapianto di fegato parziale da adulti e adolescenti deceduti e’ diventato meno rischioso per neonati e bambini e costituisce ormai una strategia efficace per salvare un gran numero di giovani vite. Lo rivela una nuova ricerca pubblicata online su Liver Transplantation, testata dell’Associazione Americana per lo Studio delle Malattie del Fegato. L’indagine sottolinea che il rischio di malfunzionamento dell’organo donato e di mortalita’ per trapianto parziale di fegato e’ comparabile ai tassi di rischio correlati al trapianto dell’organo intero per la popolazione pediatrica.  I fegati disponibili per il trapianto sono scarsi, in particolare lo sono quegli organi dalle dimensioni adatte ai pazienti piu’ giovani in lista d’attesa. “I neonati e i bambini piccoli subiscono i tassi di mortalita’ piu’ elevati correlati alle liste di attesa per il trapianto del fegato” ha spiegato l’autore dello studio Heung Bae Kim del Pediatric Transplant Center del Boston Children’s Hospital. “E’ per questo che e’ importante cercare strategie che accorcino il tempo trascorso in lista d’attesa per ridurre la mortalita’ e migliorare la qualita’ della vita dei pazienti in eta’ pediatrica”. I risultati della ricerca hanno rilevato che nell’ultimo decennio i tassi di sopravvivenza dei bambini non mostrano significative differenze tra trapianti parziali e completi. Un netto miglioramento rispetto al periodo 1995-2000, quando il trapianto parziale per i piu’ piccoli costituiva un rischio maggiore di morte per i bambini operati.

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