Nascituri pretermine a rischio a…

I bambini che sono nati p…

Telethon individua terapia farma…

Il gruppo di ricerca…

Toxoplasma: le strategie biochim…

[caption id="attachment_1…

Colesterolo e infertilità: una m…

Una mutazione del gene ch…

La FDA approva il primo farmaco …

La Food and Drug Administ…

Ipertrigliceridemia: alla base u…

[caption id="attachment_8…

Mens sana in corpore senza fumo:…

Roma, 13 marzo 2014 – Sem…

Gestione del dolore, istruzioni …

 La guerra contro la soff…

Disturbi alimentari: le dimensio…

La dimensione di alc…

Ferite difficili: sostituti cuta…

Incoraggianti prospettive…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

AIDS: Ricerca USA-Italia proiettata alla remissione totale dall’infezione


Una cura per l’Aids in grado di indurre una remissione totale della malattia sembra essere piu’ vicina. Senza dover costringere i pazienti – 33 milioni in tutto il mondo – ad assumere a vita, come avviene ora, quel cocktail di farmaci che costituisce la terapia antiretrovirale. E’ questo l’importante passo avanti che sembra aver compiuto una ricerca pubblicata su Retrovirology, da un team italo-americano di ricercatori, coordinati da Andrea Savarino dell’Istituto superore di sanita’ (Iss).

Nello specifico – come spiega una nota dell’Iss – i ricercatori hanno aggiunto alla terapia antiretrovirale due farmaci, l’auranofin, un composto a base di sali di oro gia’ conosciuto, e, per la prima volta, la butionina sulfossimina, un agente chemiosensibilizzante (Bso), ottenendo cosi’, nei macachi usati come modello (il piu’ vicino all’Aids umano), dopo un periodo di sospensione della terapia, una remissione della patologia.

La combinazione di farmaci ha, in pratica, rimpiazzato gradualmente e senza provocare effetti collaterali i linfociti ”malati” con cellule nuove e perfettamente funzionanti, anche se, in un primo momento, non e’ riuscita a prevenire un’iniziale ricarica del virus.

”Risulta evidente – osserva Iart Luca Shytaj, primo autore dell’articolo pubblicato su Retrovirology – come una branca specifica del sistema immunitario venga stimolata dall’aggiunta di Bso al cocktail di farmaci e possa eventualmente mimare un’autovaccinazione contro il virus”.

”Monitorando i macachi – afferma Savarino – ben presto abbiamo potuto constatare che le nuove cellule immuni respingevano con forza il virus, riportando cosi’ le scimmie in perfetta salute”.

I ricercatori stanno ora programmando l’inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014. L’annuncio verra’ dato nel corso della conferenza su ”Hiv persistence during therapy” che si terra’ a Miami il prossimo dicembre alla presenza dei maggiori esperti nel campo, provenienti da tutto il mondo.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!