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Stamina Foundation richiede l’urgente intervento del Min. della salute, sono 220 i pazienti che a Brescia aspettano approvazione


“Ho chiesto un incontro urgentissimo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla situazione dei malati in attesa della terapia Stamina a Brescia. Perché non si può far finta che non esistano 220 persone, fra cui pazienti in condizioni estreme e terminali, che aspettano l’iniezione. Sono persone che hanno vinto il ricorso, a cui il tribunale ha detto che hanno diritto alla terapia e alle quali non si può rispondere che la prima iniezione l’avranno nel 2015”. E’ l’appello lanciato da Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation. “L’unica soluzione che mi viene in mente – spiega all’Adnkronos Salute – è che venga coinvolto anche un altro ospedale nelle vicinanze di Brescia per aumentare il numero di carotaggi, necessari per avviare la terapia”.Stamina-foundation

“Queste attese – prosegue Vannoni – sono una tortura in presenza di malattie che uccidono così velocemente. Credo che l’umanità debba prevalere in questo caso, anche perché si parla di un diritto acquisito dai pazienti”.

La soluzione, secondo il presidente di Stamina, è dunque il coinvolgimento di un altro ospedale. Una mossa che “permetterebbe di ovviare almeno al limite sui carotaggi, restando fermo quello sulla produzione che resta comunque limitata. Nei due incubatori dedicati nell’ospedale di Brescia possiamo produrre materiale per 8 pazienti al mese. Ma l’idea – spiega – è di fare, con le linee di cellule create da una donazione (dalla quale ricaviamo 5 iniezioni), la prima iniezione al paziente destinatario della donazione e ad altri 4. E lo stesso con il carotaggio successivo, fino a coprire tutto il ciclo. Questo ci permetterebbe di intervenire più in fretta e di fare la prima iniezione, salvavita per malati gravi come quelli con Sla e Sma, su un numero più elevato di pazienti contemporaneamente”.

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