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Dolore cronico: in provincia ne soffrono in 100.000. A Forlì un centro d’eccellenza per curarlo

dolore-cronicoDal 2011 al 2012 ha incrementato del 50% il numero delle prestazioni erogate e, per il 2013, stima un’ulteriore crescita. È l’ambulatorio di terapia antalgica dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, struttura specializzata nella cura del dolore cronico, che ha esteso la propria copertura passando da 12 a 18 ore settimanali a disposizione degli utenti. Il 60% dei pazienti che afferiscono al centro soffre di mal di schiena. Le altre patologie più spesso diagnosticate: fibromialgia, nevralgia post erpetica, dolore cronico post chirurgico, dolore al rachide cervicale, nevralgie facciali, cefalee, dolori articolari.

Forlì (FC), 18 settembre 2013 – Quasi 1.500 prestazioni erogate nel 2012. Un numero importante per l’ambulatorio di terapia antalgica afferente l’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, che conferma il costante aumento della richiesta d’assistenza registrato negli ultimi anni nella Provincia. Per rispondere a questa esigenza, il nosocomio ha portato da 12 a 18 le ore settimanali a disposizione dei pazienti. Nel 2009 le prestazioni sono state meno di 400, nel 2010 quasi 900 e nel 2011 circa 1.000. “Per il 2013 prevediamo di superare le 1.600 prestazioni”, anticipa il dottor Emanuele Piraccini, Responsabile Medico dell’ambulatorio. Unica struttura del Servizio Sanitario Nazionale nel comprensorio forlivese per la terapia antalgica, il centro è stato recentemente accreditato secondo i requisiti dell’Agenzia Sanitaria Regionale e della Regione Emilia Romagna, in linea con i principi della Legge 38/2010. È aperto 3 volte alla settimana; durante ogni sessione, della durata di 6 ore, vengono trattati fino a 16 pazienti. Le visite si prenotano telefonicamente, non tramite CUP, e i tempi di attesa si aggirano intorno ai 50 giorni.

In provincia di Forlì-Cesena, rifacendosi alla media nazionale (secondo cui il dolore cronico colpisce il 26% della popolazione italiana), sono circa 100.000 i pazienti affetti da una sofferenza che perdura nel tempo, compromettendo la qualità di vita. Tra le cause più frequenti alla base del problema e che spesso portano a richiedere un consulto medico, vi sono patologie degenerative di tipo osteoarticolare, disturbi legati ai dischi intervertebrali, fibromialgia, nevralgie, cefalee.

La Legge 38 del 2010 ha sancito per tutti i cittadini il diritto a non soffrire e si è proposta di garantire nel nostro Paese un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato. L’ambulatorio di terapia antalgica dell’Ospedale di Forlì, con l’aumento delle ore settimanali e delle prestazioni erogate, intende ottemperare proprio a quanto richiesto dalla recente normativa.

Durante ciascuna seduta ambulatoriale – illustra Piraccini –, in cui sono presenti un medico anestesista e un infermiere con specifica formazione, ci occupiamo di visitare il paziente, di diagnosticare la patologia di cui é affetto e il tipo di dolore di cui soffre. Poi interveniamo con farmaci o terapie infiltrative (infiltrazioni epidurali, intrarticolari, perineurali, trigger point, mesoterapia) anche di elevata complessità, svolte con l’ausilio di un ecografo. Inoltre prescriviamo, se necessari, eventuali approfondimenti con altri specialisti. Una volta concluso il trattamento e dopo aver programmato una visita di controllo, spieghiamo al paziente quali strategie adottare per ridurre la frequenza degli episodi dolorosi. Per esempio, lo indirizziamo verso un corso di riabilitazione funzionale, oppure verso una terapia cognitivo-comportamentale mirata”.

La stretta interazione con gli altri professionisti che si occupano a vario titolo della cura del dolore, a partire dai medici di medicina generale, si è rivelata una carta vincente per l’ambulatorio antalgico: “Negli ultimi anni – commenta il dottor Piraccini – un rapporto più stretto con i medici del territorio, attraverso incontri formativi e la condivisione di percorsi terapeutici, ha fortemente migliorato la qualità assistenziale. Inoltre, riceviamo richieste di consulenza da parte di altri specialisti ospedalieri, come ortopedici, fisiatri, chirurghi, neurochirurghi e neurologi per la gestione dei pazienti che soffrono. A nostra volta ci avvaliamo del parere di altri colleghi per ottimizzare l’approccio diagnostico-terapeutico al dolore. L’integrazione con altri professionisti non necessariamente in ambito ospedaliero é altresì importante, mi riferisco a percorsi di riabilitazione funzionale (ad esempio back school, ginnastica posturale o pilates) e a terapie cognitivo comportamentali specifiche per il dolore cronico”.

La Legge 38 ha permesso di compiere enormi passi avanti nella gestione del dolore. Ha infatti contribuito a sviluppare la cultura delle cure antalgiche tra i professionisti sanitari, ha conferito ai cittadini maggiore consapevolezza del loro diritto a non soffrire e ha semplificato la prescrizione degli oppiacei, permettendo un trattamento più efficace dei pazienti. Tuttavia, le ripercussioni dell’attuale crisi economica si fanno sentire anche sull’applicazione della normativa. Le terapie che richiedono un approccio invasivo possono essere costose ed è dunque necessario uno sforzo culturale per comprendere che tali terapie possono restituire il paziente a una normale vita sociale e lavorativa, rappresentando dunque un risparmio concreto per lo Stato. Per quanto riguarda il futuro, l’obiettivo deve essere l’effettiva creazione di una rete di terapia del dolore, con l’individuazione di specifici centri (chiamati Hub), dove concentrare le terapie invasive più avanzate, evitando la dispersione di questi interventi in molti centri con pochi pazienti. Inoltre, sarebbe auspicabile standardizzare un percorso assistenziale che preveda l’interazione non solo fra tutti i medici coinvolti nella gestione del dolore ma anche con psicologi e fisioterapisti. E, da un punto di vista economico, potrebbe essere utile una più stretta integrazione con la sanità privata, in modo da condividere le risorse e implementare l’efficacia dei trattamenti”, conclude Piraccini.

Il  dottor Piraccini, membro della commissione Cure Palliative e Terapia del dolore dell’Ordine dei Medici di Forí-Cesena, ed i professionisti dell’ambulatorio di terapia antalgica afferente all’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Morgagni Pierantoni diretta dal Dr. Giorgio Gambale, hanno presentato rilevanti studi durante i più importanti congressi e simposi internazionali di terapia del dolore, quali il Congresso mondiale della Società Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP), che si è svolto nel 2012 e il Congresso della Federazione Europea dei Capitoli IASP (EFIC), previsto per ottobre 2013.

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