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Gli italiani non amano le aziende del farmaco

LogoHPS(1)La prima indagine sulla reputazione-online delle pharma pubblicata sul mensile “AboutPharma and Medical Devices”

Milano, 4 settembre 2013 – Gli internauti italiani sembrano non amare le aziende farmaceutiche. Tra blog, social network, conversazioni sui Forum e search sui principali motori di ricerca, il web di casa nostra non mostra particolare affezione né per i produttori di farmaci né per le aziende di Medical Device: gli italiani, in rete, ne parlano poco, rispetto ad altri comparti industriali, ma soprattutto ne parlano male. È quanto emerge da un’indagine esclusiva, svolta tra gennaio e giugno 2013, dal mensile AboutPharma and Medical Devices in collaborazione con Netscreening, società specializzata nelle analisi di web reputation.

La ricerca appare sul numero di settembre del periodico edito da Hps – un’anticipazione dei risultati è disponibile sul sito internet del mensile, aboutpharma.com – e ha messo sotto la lente il traffico online, generato in Italia, riguardante 70 aziende farmaceutiche (italiane e straniere) e i principali produttori di dispositivi medici, selezionandone una quarantina tra quelli che presentavano la maggiore significatività statistica. Le aziende farmaceutiche sono state “analizzate” utilizzando il rispettivo brand come parola chiave.

La ricerca di AboutPharma e Netscreening ha rilevato che gli italiani, in rete, parlano pochissimo delle farmaceutiche: fatto cento il valore attribuito alle tendenze di ricerca dedicate al sistema industriale nel suo complesso, l’azienda Pharma che totalizza più “search” (Pfizer) è ben ultima, con indice 2, dietro a brand quali Samsung (88), Ikea (41), Fiat (28) e Kinder (4). Il tutto a dimostrazione che il posizionamento delle aziende del farmaco nei dibattiti on-line è poco significativo se confrontato con altri segmenti merceologici.

Inoltre dall’analisi del “sentiment” sul segmento Pharma e Medical Device che emerge dalle discussioni via internet degli utenti italiani, risulta che in rete si dialoga di farmaci e dispositivi medici con atteggiamento per lo più neutro e distaccato (64%). Chi invece manifesta sul web emozioni più definite, non sembra provare grande affezione verso i produttori di farmaci: le manifestazioni di “sentimento negativo” si attestano al 27,6%. Meno “indigesto” il mondo dei dispositivi, con il 76,7% delle discussioni dal tono neutro e un sostanziale pareggio fra  giudizi negativi e positivi (rispettivamente 13,25% e 10,05%).

Con riguardo ai singoli brand, Pfizer guida la classifica della presenza sul web, con 4.578 discussioni (seguono Bayer e Novartis, notevolmente distanziate); Baxter, invece, si aggiudica il primo posto tra le aziende di Medical Device, ma bisogna tener presente che produce anche farmaci e l’indagine sulla ricorrenza del marchio non può tener conto della doppia veste produttiva.

Inoltre determinati fatti specifici (uno scandalo internazionale, un’azione della magistratura oppure un “caso” terapeutico) mostrano tutta la loro capacità di incidere negativamente sulla percezione di brand, determinando così in molti casi una reputazione negativa dell’azienda in questione.

La ricerca di AboutPharma è arricchita da commenti di osservatori ed esperti del mondo della comunicazione, da Alberto Contri (Pubblicità progresso) a Mario Pappagallo (Corriere della Sera) e il suggerimento è pressoché univoco: il comparto farmaceutico deve adeguarsi a nuove responsabilità e nuovi linguaggi. Il web, insomma, non può lasciare indifferenti. Soprattutto se tocca la reputazione aziendale.

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