Tessuto adiposo di fianchi, glut…

[caption id="attachme…

HIV: studio dimostra dove il vir…

Identificata la regione d…

Vent’anni dei farmaci equivalent…

4 miliardi di risparmi da…

Depressione: livelli di folato e…

Scarsi livelli di vitamin…

Carenza di ferro e anemia: nel m…

Diete sbagliate e disturb…

Cancro orale, presto test della …

Presto sara' sviluppato u…

Dieta ipo-proteica per chi soffr…

Una dieta ipoproteica puo…

Linfoma periferico a cellule T: …

[caption id="attachme…

A Valenza una giornata di inform…

Mercoledì 13 aprile, a Va…

Quando il cervello viene salvato…

Ridurre la temperatura co…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Influenza: il meccanismo del virus che infetta l’organismo

Un gruppo di ricercatori del Whitehead Institute ha scoperto che il virus dell’influenza e’ in grado di infettare l’organismo ospite uccidendo per prima cosa le cellule del sistema immunitario che sono in realta’ meglio attrezzate per neutralizzare i virus.


Di fronte a un virus, il sistema immunitario lavora per generare cellule capaci di produrre anticorpi perfettamente adatti a legarsi e disarmare l’invasore ostile. Queste cellule B specifiche secernono anticorpi che rallentano e, in prospettiva, eliminano il virus. Una popolazione di queste cellule conserva le informazioni necessarie per neutralizzare il virus e risiede nel polmone per scongiurare infezioni secondarie da ri-esposizione al virus per via inalatoria.  Sulla superficie di queste cellule B ci sono dei recettori virus-specifici ad alta affinita’ che si legano particelle virali per ridurre la diffusione virale. Mentre tali cellule dovrebbero servire alla prima linea di difesa del corpo, gli scienziati hanno scoperto che il virus dell’influenza sfrutta la specificita’ dei recettori delle cellule usandoli per entrare, per interrompere la produzione di anticorpi e in ultima analisi per uccidere le cellule. In questo modo, il virus e’ in grado di replicarsi efficacemente prima che il sistema immunitario possa predisporre una seconda ondata di difesa. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista ‘Nature’.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!