Migliorare le cure post – incidenti stradali: questo l’obiettivo della Global Alliance for Care of the Injured

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·         SICUT (Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma) e ESTES (European Society for Trauma and Emergency Surgery) insieme per migliorare le cure per le vittime di incidenti stradali, così da ridurne le conseguenze mortali

·         Secondo l’OMS, nel mondo muoiono ogni anno quasi 1,3 milioni di persone; da 20 a 50 milioni le persone che riportano conseguenze invalidanti, seppur non mortali

·         L’Europa registra la più bassa mortalità in seguito ad un incidente stradale

·         Nonostante si registri un calo progressivo delle morti per incidenti stradali, l’Italia è il quarto Paese in Europa per morte post-trauma

 

Milano, 10 ottobre 2013 – Ogni anno, quasi 1,3 milioni i morti nel mondo a causa di incidenti stradali, più di 3.500 al giorno; 3 su 4 sono uomini; per il 50% si tratta di pedoni, ciclisti e motociclisti. L’Italia è il quarto Paese in Europa per morte post-trauma. Questi sono solo alcuni dei dati allarmanti che hanno indotto l’ONU a proclamare il Decennio di Iniziative per la Sicurezza Stradale 2011-2020 (Decade of Action for Road Safety 2011-2020, risoluzione A/64/2551), attraverso il quale si intende favorire una drastica riduzione degli incidenti e nel quale s’inserisce la Global Alliance for Care of the Injured (GACI), promossa congiuntamente da ONU/OMS, con l’obiettivo di migliorare sensibilmente la sopravvivenza dei feriti.

 

La Global Alliance viene presentata oggi a Milano, per la prima volta in un Paese occidentale, grazie all’impegno di SICUT (Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma) e ESTES (European Society for Trauma and Emergency Surgery).

Solo il 15% delle nazioni ha varato leggi efficaci per ridurre i rischi comportamentali. Il piano per il Decennio di Iniziative per la Sicurezza Stradale 2011-2020, che mira a salvare 5 milioni di vite, è nato dalla consapevolezza che è possibile prevenire gli incidenti stradali attraverso l’adozione di criteri e norme di sicurezza stradale a livello di progettazione urbanistica e trasporti. In particolare, i pilastri della prevenzione riguardano interventi quali l’implementazione dell’efficienza gestionale, una maggior sicurezza delle strade e, conseguentemente, migliore mobilità; veicoli ottimizzati dal punto di vista della sicurezza e utenti della strada più prudenti, grazie anche all’adozione e all’applicazione di leggi ad hoc. L’ultimo, ma non meno importante, pilastro del Decennio di Iniziative è rivolto al miglioramento delle cure post-trauma, tale da offrire maggiori probabilità di sopravvivenza e migliore qualità di vita alle vittime di incidenti stradali.

La Global Alliance for Care of the Injured è una rete di società professionali, organizzazioni governative, non governative ed intergovernative che collaborano per migliorare i servizi e le cure ospedaliere e preospedaliere, così come la riabilitazione post-incidente.

 

“L’ambizioso programma – ha dichiarato Luke PH Leenen, Prof of Trauma, University Medical Centre Utrecht, Dept of Trauma Surgery –  mira a sviluppare e rafforzare nel mondo un sistema efficiente di cure post-trauma, attraverso un attento processo di regionalizzazione e la realizzazione di un Registro dei Traumi, che consenta un significativo miglioramento della qualità delle cure. Sarà inoltre indispensabile eliminare  i gap dovuti alle differenze di ricchezza o povertà dei singoli Paesi. Infatti, il 90% dei decessi per incidenti stradali avviene in Paesi a basso o medio reddito”.

Garantire un efficace standard di cure minimo ovunque è l’obiettivo primario della GACI e può essere raggiunto favorendo lo scambio di informazioni, la ricerca e la raccolta dati a livello nazionale, macroregionale e mondiale, con la creazione di uno specifico Registro Traumi per la valutazione dei risultati; offrendo un supporto costante ai governi, sviluppando modelli assistenziali post-trauma da applicare a livello globale e migliorando la formazione del personale coinvolto.

 

“Salvare 5 milioni di vite entro il 2020 – afferma il Prof. Mauro Zago, Chirurgo e Membro del Board di ESTES e SICUT – comporterebbe non solo una riduzione del numero di feriti e morti, ma consentirebbe di liberare risorse per usi più produttivi. In Italia, sebbene le normative introdotte negli ultimi anni abbiano fatto registrare una diminuzione dei decessi per incidenti, esistono ancora alcune lacune che devono essere colmate, a partire dalla disparità di allocazione delle risorse sul territorio nazionale, dal deficit di formazione delle risorse umane, dall’assenza di un registro delle casistiche che consentirebbe maggiori possibilità di intervento e di prevenzione. Dobbiamo lavorare insieme – conclude il Prof. Zago – sia in termini di cure che di prevenzione degli incidenti per migliorare i trend e attestarci al livello dei Paesi più virtuosi”.

 

“Campagne come questa sono fondamentali per sensibilizzare sempre più i cittadini sul tema della sicurezza stradale”, ha dichiarato Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano. “Come Amministrazione ci stiamo impegnando fortemente sul fronte della prevenzione. Già con Area C gli incidenti con feriti in centro sono calati del 26,3% nel primo anno. Inoltre, grazie a iniziative di educazione stradale, all’attività della Polizia locale e ad altri interventi di incentivo alla mobilità sostenibile in città, il numero di incidenti totali in tutta Milano è calato quest’anno del 10%, arrivando a una diminuzione del 33% per quelli con esito mortale”.

 

Le morti per trauma sono la prima causa di morte nel mondo fra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni, e tra le prime tre per le persone tra i 5 e i 44 anni; da 20 a 50 milioni, invece, le persone che riportano conseguenze invalidanti, seppur non mortali. Si stima che nel 2030 gli incidenti stradali scaleranno la classifica, passando dal 9° al 5° posto nella graduatoria delle principali cause di morte (con 2,4 milioni di morti l’anno). In Europa, nel 2010, sono stati registrati circa 100.000 decessi, il 66% dei quali nei Paesi con basso/medio reddito, con una significativa diminuzione pari al 25% dal 2007.

In Italia, sebbene le statistiche OMS registrino un calo progressivo dei decessi per incidenti stradali,  sono ancora molte le vittime: circa 4.200 morti nell’anno 2009, dei quali 16% pedoni, 7% ciclisti e 30% motociclisti. Secondo una stima del Ministero della Salute, di tutti i feriti post-incidente, l’1,8% riporta disabilità permanenti, con un costo sociale pari al 2% del PIL.

 

Fonti:

http://www.who.int/violence_injury_prevention/publications/road_traffic/UN_GA_resolution-54-255-en.pdf

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