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L’aquipe del Professor De Lisa con innovative protesi salva il sesso e la coppia dopo il tumore alla prostata

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Ospedale Santissima Trinità – ASL N. 8 – Cagliari
Unità Operativa Complessa di Urologia e Andrologia


Un meritato riconoscimento di qualità, efficacia e sicurezza verrà conferito il giorno 8 novembre  2013  –  durante un workshop di alta formazione chirurgica –   al  professor Antonello De Lisa , Professore Ordinario di  Urologia dell’Università di Cagliari
  e all’Unità di Urologia e Andrologia chirurgica da lui diretta presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari . Il Centro utilizza infatti tecniche chirurgiche di avaguardia (a carico del Sistema Sanitario Nazionale e quindi gratuite per il paziente ) basate sull’impianto di innovative protesi AMS  ideate negli States per sconfiggere definitivamente l’impotenza dopo l’asportazione della prostata per tumore . L’urologia e andrologia chirurgica  del SS Trinità si pone così tra i centri d’eccellenza per l’attività svolta, sia da un punto di vista clinico,  chirurgico e umano nei confronti dei pazienti. L’équipe del professor De Lisa, tra le prime in Sardegna ad effettuare impianti protesici del pene per risolvere la disfunzione erettile, si impegna anche nella terapia di riabilitazione post prostatectomia e di preparazione fisico-psicologica alla protesi.  

Oggi per curarsi a livelli di eccellenza e con avanzate tecniche chirurgiche d’avanguardia non c’è bisogno di recarsi negli ospedali del nord Italia, ma è possibile rimanere nella propria città o regione grazie alla presenza di reparti di eccellenza di molti ospedali della Sardegna . Tra questi l’Unità di Urologia e Andrologia chirurgica dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari – ASL n. 8 diretta dal professor Antonello De Lisa. Il reparto è infatti all’avanguardia nel trattamento della disfunzione erettile grazie all’impianto di protesi di nuova generazione AMS 700 che consentono all’uomo il ritorno a una normale sessualità dopo l’intervento alla prostata per tumore.

Secondo recenti dati dopo il tumore è crisi per migliaia di italiani che a seguito dell’asportazione radicale della prostata -prostatectomia- o della terapia radiante ( radioterapia ) soffrono di disfunzione erettile con gravi ripercussioni sull’attività  e sull’intesa di coppia. Per tornare ad amare, se le pillole dell’erezione non sono efficaci , la soluzione  definitiva arriva dall’impianto di protesi peniene tricomponenti di nuova generazione AMS 700  Rispetto a quelle del passato, le tricomponenti inducono un’ erezione con ingrossamento e allungamento del pene  risolvendo così anche la riduzione del pene che dopo la prostatectomia  si accorcia di 1,5 cm  nei 15 giorni successivi all’intervento fino ad arrivare a 2 cm entro l’anno successivo.  Nonostante la protesi risolva definitivamente il defic erettile molti uomini non ne conoscono l’esistenza perché spesso non vengono informati dal personale  medico .

“La disfunzione erettile neurogena che colpisce l’uomo dopo l’intervento chirurgico di asportazione radicale della prostata o a seguito di terapia  radiante ( radioterapia) per la cura del carcinoma prostatico”, dice il professor Antonello De Lisa direttore Unità Operativa Complessa di Urologia e Andrologia Ospedale Santissima Trinità – ASL N. 8 –  Cagliari  “non ottiene risultati dalla  terapia  farmacologica orale perché è causata da lesioni conseguenti alle terapie chirurgiche e radianti ai nervi deputati all’erezione del pene che non sono più in grado di assolvere al loro compito”. Una soluzione invasiva , e per questo non gradita da tutti i pazienti, è quella di somministrare farmaci specifici, liquidi o gel, nei corpi cavernosi del pene attraverso due vie: con un’iniezione effettuata nel pene stesso oppure arrivandovi attraverso l’uretra. Ma il problema può anche essere risolto in altro modo, come spiega il professor De Lisa: “Si può ricorrere alle protesi peniene, vale a dire la collocazione all’interno dei corpi cavernosi (i responsabili “meccanici” dell’erezione) di un dispositivo in grado di mimare perfettamente l’atto dell’erezione.

La protesi peniena costituisce perciò la via risolutiva e definitiva del problema, con grande soddisfazione dei pazienti trattati. Le complicanze sono rarissime, a patto che ci si rivolga a Centri specializzati e di ampia casistica, come l’Unità operativa complessa di Urologia e andrologia chirurgica dell’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari”. E’ da sottolineare l’importanza svolta dalla procedura di riabilitazione del paziente dopo l’intervento chirurgico o radiante, al fine di ottenere il massimo risultato finale dalla collocazione della protesi. In questa fase si attua anche una specifica preparazione del paziente dal punto di vista psicologico. “Lo scopo, spiega il professor De Lisa, “è quello di mantenere il tessuto cavernoso in buona salute e una buona elasticità della tunica albigena, la quale svolge una funzione fondamentale all’atto dell’erezione. Il paziente deve praticare una ginnastica del pene, aiutato da iniezioni intracavernose oppure dall’ausilio di una piccola pompa che, creando il vuoto in un cilindro, estende il pene in tutte la sue dimensioni. Si riduce in questo modo anche il rischio di accorciamento del pene , un evento che preoccupa molto i pazienti”.Il professore ricorda come questi accorgimenti preparatori svolgono altresì un importante ruolo nella salvaguardia della salute sessuale dell’operato. Infatti, le alterazioni psicologiche, indotte prima dall’operazione chirurgica e poi dalla disfunzione erettile, possono minare l’autostima dei pazienti e di conseguenza la loro vita di relazioni sociali. Poter riprendere a “fare l’amore” è un insostituibile toccasana per la vita emotiva di tutti loro, un modo per salvare la coppia.

Il reparto di Urologia e Andrologia chirurgica delI’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari – Asl n.8   vanta circa 1.500  visite uro- andrologiche l’anno e  1.200 interventi di chirurgia urologica di cui circa 300 di chirurgia andrologica l’anno.  Grazie a un budget particolare messo a disposizione dai vertici aziendali della ASL N. 8 di Cagliari vengono effettuati ogni anno impianti protesici senza alcun costo economico per il paziente. Un dato molto importante perché in Italia, alcuni ospedali hanno problemi ad acquistare le protesi proprio per via dei loro budget e spesso il paziente è costretto a ricorrere presso strutture private a suo totale carico economico. Per questo motivo il Santissima Trinità è il principale ospedale che effettua chirurgia protesica in Sardegna”.

 

Il bollino 2013 rientra nel progetto L’arco di Apollo  riconoscimento  gia ottenuto  nell’anno 2012 dal professor De Lisa e il suo reparto persso il SS Trinità  che anche quest’anno viene riconfermato tra i Centri di Eccellenza per il trattamento dell’impotenza maschile a seguito di interventi alla prostata per tumore.   L’arco di Apollo fa parte di un’iniziativa di sensibilizzazione di Tegea, la società italiana rappresentante e distributrice unica in Italia delle tecniche messe a punto negli States da American Medical System e che viene riconosciuto solo agli ospedali di eccellenza, che costituiscono un centro di riferimento e che al tempo stesso si qualificano come Centro Master, per l’insegnamento delle tecniche stesse, con un unico obiettivo: l’efficacia ,la sicurezza, la soddisfazione e il benessere psicofisico dei pazienti.

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