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Cheratocono, la malattia dell’occhio a punta. Controlli gratuiti dal 13 al 18 gennaio 2014

Colpisce ogni anno circa 30.000 italiani.L’Associazione italiana medici oculisti organizza una settimana di screening gratuito per la diagnosi precoce dal 13 al 18 gennaio 2014

Nei casi più gravi il cheratocono può richiedere il trapianto della cornea
E’ UNA MALATTIA che con il tempo può mettere a rischio la cornea. E’ il cheratocono, che colpisce all’anno circa 30 mila italiani. Ma intervenire in tempo si può. L’Aimo, l’Associazione italiana medici oculisti in collaborazione con Aiche, Associazione italiana cheratoconici organizza una settimana di screening gratuito per la diagnosi precoce del cheratocono dal 13 al 18 gennaio 2014. Sul sito dell’Aimo è possibile trovare gli indirizzi dei centri dove sottoporsi a check up gratuiti. cheratocono

Il cheratocono è un’affezione degenerativa della cornea che ne provoca gradualmente l’assottigliamento all’apice. La patologia caratterizzata da una deformazione e da un assottigliamento corneale con sviluppo progressivo di astigmatismo irregolare negli stadi iniziali è correggibile con occhiali e lenti. Una soluzione che però non basta negli stadi più avanzati. In genere insorge durante l’adolescenza e progredisce fino ai 30-40 anni per poi fermarsi.

“Fattori genetici”. Gli esperti ricordano quanto sia importante la diagnosi precoce, che permette di intervenire tempestivamente per fermare l’evoluzione della malattia. Se l’astigmatismo peggiora rapidamente o se ci sono casi di cheratocono in famiglia è bene fare un controllo. “Anche se le cause ed i meccanismi che sono alla base del cheratocono sono ancora sconosciuti, esiste un’importante evidenza del ruolo di fattori genetici nella sua insorgenza. E’ ipotizzabile che la malattia sia il risultato delle alterazioni di più geni, sui quali intervengono dei fattori ambientali.

E’ una condizione relativamente rara, anche se le diagnosi sono in aumento , esistono forme familiari e la possibilità di sviluppare il cheratocono nei parenti di primo grado dei pazienti affetti è da 15 a 67 volte più elevata rispetto alla popolazione generale”, spiega Alessandro Galan , direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova e presidente dell’Aimo.

La diagnosi. “La diagnosi può essere sospettata durante la visita oculistica di base quando vengono evidenziati una miopia e/o un astigmatismo insorti improvvisamente con comparsa di mire irregolari all’esame oftalmometrico – aggiunge Galan – . Per avere una certezza della diagnosi serve una topografia corneale computerizzata che permette di valutare il potere diottrico e la morfologia della curvatura dell’intera superficie corneale”

Le cure. Ma che fare invece se la malattia si trova invece in uno stato già avanzato? “In presenza di cheratocono evolutivo, con correzione ottica accettabile con occhiali e /o lenti a contatto, o al momento della diagnosi in soggetti in età pediatrica o comunque molto giovani, è possibile ricorrere ad una terapia parachirurgica , il cosiddetto “cross-linking” del collagene corneale, un trattamento che permette di “irrobustire” le lamelle corneali ritardando o bloccando il progressivo sfiancamento della cornea, mediante l’irradiazione dello stroma corneale con raggi ultravioletti catalizzati dalla riboflavina la vitamina B2″, spiega Alessandra Balestrazzi, responsabile delle malattie rare della cornea all’Ospedale Oftalmico di Roma e segretario dell’Aimo.

Le lenti a contatto. Le lenti permettono in molti casi di evitare un intervento chirurgico vero e proprio, ma a volte non bastano. “In un primo tempo, in pazienti adulti divenuti intolleranti alle lenti a contatto, è possibile intervenire con l’impianto di speciali anelli in materiale plastico inseriti all’interno dello spessore dello stroma corneale che aiutano a ridurre e regolarizzare l’astigmatismo, permettendo di riprendere l’uso delle lenti a contatto e di ottenere un miglioramento”

Il trapianto. “In presenza di cheratocono evolutivo e negli stadi più avanzati, specialmente in caso di perdita della trasparenza della cornea e quando la correzione con occhiali o lenti a contatto non permette di raggiungere un visus utile all’attività lavorativa o relazionale del paziente, è necessario eseguire un trapianto di cornea – spiega ancora Galan – . Le tecniche chirurgiche attuali consentono di sostituire la sola porzione di cornea alterata con vantaggi come la riduzione del rischio di rigetto o la cornea in toto. Questi interventi possono essere effettuati con tecniche manuali o meccanizzate o attraverso l’uso del laser a femtosecondi”. Dopo l’intervento è comunque spesso necessario utilizzare occhiali e/o lenti corneali. Anche se, ricordano gli esperti, in alcuni casi , una volta rimosse le suture, è possibile effettuare una correzione del difetto di vista residuo mediante il laser.

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