Dengue: zanzare modificate per c…

Scienziati australiani ha…

Polmonite: l'uomo più a rischio …

Basta prendere in giro gl…

La proteina a guardia dell'integ…

Una nuova ricerca ha chia…

Febbre tifoidea: ottimi risultat…

Sono positivi i risultati…

Quale influenza hanno avuto le i…

Centomila anni fa la popo…

IL RUOLO DELLA AUTOIMMUNITÀ TIRO…

Kris Poppe*, Brigitte V…

CCSVI: nasce l’Associazione Nazi…

VENERDI’ 9 APRILE 2010: L…

Scoperta la molecola della buona…

La voglia di fare, la mot…

Cellule staminali ringiovanite p…

[caption id="attachme…

Ipertensione: se il sonno è dis…

Un anziano che soffre di…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nanoparticella per il trasporto ” a dimora” del farmaco: studio italiano

Dalla combinazione tra una proteina dell’uovo e acidi nucleici nascono le nano-particelle denominate ANANAS, efficienti trasportatori di molecole per la diagnosi e la terapia.


La ricerca, tutta italiana, e’ stata pubblicata sulla rivista ACS Nano, ed e’ stata sviluppata dalla Prof.ssa Margherita Morpurgo (Universita’ di Padova) e caratterizzata dal Dottor Paolo Bigini (IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’). “Rispetto alle tecnologie tradizionali – sostiene Morpurgo – il cuore delle ANANAS e’ originale per composizione e funzionalita’ dato che e’ composto da soli componenti biodegradabili e biocompatibili: una proteina dell’uovo, un filamento di DNA ed un polimero biocompatibile di largo impiego in ambito farmaceutico. Inoltre le ANANAS possono essere rese facilmente funzionali in modo da trasportare una grande varieta’ di molecole piccole e di proteine. Si tratta pertanto di un sistema multi potente, flessibile, riproducibile e facilmente scalabile”.
Nanoparticelle tra eritrociti

Nanoparticelle tra eritrociti

L’innovativo risultato e’ stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra il Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare dell’Istituto ‘Mario Negri’ e il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Universita’ di Padova in uno studio multidisciplinare che unisce la nanotecnologia alla farmacologia e alla diagnostica. “Si e’ trattato di studi che hanno consentito di verificare la rispondenza a requisiti di base fondamentali – spiega Paolo Bigini, che ha condotto gli studi farmacologici -.

Puo’ sembrare banale, ma il controllo della distribuzione negli organi e la conoscenza delle caratteristiche tossicologiche rappresentano fattori indispensabili per potere, a medio termine, arrivare alla terapia nell’uomo”. “I sistemi multifunzionali – concludono entrambi i ricercatori- necessitano il controllo di un grande numero di variabili, percio’ l’attenta analisi della varie fasi della loro preparazione rappresenta un fattore prioritario”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!