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Cosmetici e simili, i biologi raccomandano: riservare loro la stessa attenzione che si riserva alla conservazione degli alimenti

I cosmetici, dagli shampoo ai trucchi, dovrebbero essere usati e conservati con le stesse attenzioni riservate agli alimenti.


“Tenendo d’occhio i luoghi e le temperature dove sono tenuti, perché creme e lozioni se non correttamente conservate possono subire delle alterazioni. Ad esempio, fenomeni ossidativi che possono dar vita, all’interno della confezione, ad altre sostanze tossiche e aggressive per la pelle. Con il rischio di causare, nei soggetti più sensibili, eritemi ed irritazioni”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Alberto Di Cresta, responsabile della Commissione cosmetologia dell’Ordine nazionale dei biologi (Onb). Anche leggere bene l’etichetta di questi prodotti può a volte essere fondamentale.metalli_cosmetici
“Quando si acquista una pomata o una crema solare meglio controllare il Pao (periodo dopo l’apertura) – suggerisce Di Cresta – indicato in tutti i Paesi dell’Ue con uno stesso simbolo: un vasetto aperto su cui è apposta la durata in mesi del prodotto dopo l’apertura, scritta in cifre, seguita dalla lettera ‘M’. Nel caso in cui un cosmetico abbia una durata superiore ai 30 mesi – precisa l’esperto – e quindi non deve riportare alcuna data, la legge prevede l’indicazione del periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore”.
Infatti, si presume che il contatto con l’ambiente esterno possa alterare con il tempo le caratteristiche del prodotto, ovvero “modificarne colore o consistenza oppure favorire la contaminazione microbica”, avverte Di Cresta.
Dall’11 luglio scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento cosmetico che ha rivoluzionato il settore, ed è in quest’ottica di continua d’evoluzione che il biologo può inserirsi con le competenze e la professionalità acquisita nel percorso di studi. Questa semplificazione ha abrogato le normative dei singoli Paesi Ue e ha uniformato le procedure di commercializzazione dei prodotti. “Ora c’è un portale europeo – sottolinea Di Cresta – dove le aziende notificano gli estremi del prodotto con tutte le informazioni necessarie”.

“La Commissione cosmetologica dell’Onb – continua l’esperto – è stata fortemente voluta dal presidente dell’Ordine, Ermanno Calcatelli, e si prefigge come obbiettivo centrale la divulgazione e l’approfondimento delle scienze e tecnologie cosmetologiche. Ci sono in programma – conclude Di Cresta – diverse attività tra le quali corsi Ecm, un convegno nazionale, articoli scientifici con lo scopo di fornire le innovazioni nel campo della legislazione, della tecnologia, del controllo e della valutazione dei prodotti cosmetici”.

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