Spesa farmaceutica: non c’è equi…

Roma, 8 gennaio 2016 – “N…

Contraccettivi ormonali ma non o…

Contraccettivi ormonali n…

Un corso ECM FAD perché il farma…

Roma, 4 novembre 2014- E’…

Ebola: anticorpo sviluppato in l…

Scoperta una proteina rec…

Scoperta funzione antitumorale d…

Scoperta funzione antitum…

La cultura "di ferro" anti-anemi…

Le ragazze italiane a…

Equivalenti leva fondamentale pe…

La relazione annuale dell…

Il segreto della resistenza dell…

Secondo lo studio, sarebb…

Insufficienza pancreatica esocri…

[caption id="attachment_7…

Le centraline energetiche delle …

Nuove prove speriment…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cellule in laboratorio: nuova tecnica per coltivarle senza farle mai morire

Coltivare in laboratorio cellule, sane o tumorali, senza farle mai morire: si tratta di una nuova tecnica che potrebbe accelerare di molto i tempi per la sperimentazione di nuovi farmaci anticancro.

E’ il risultato del lavoro, pubblicato su Plos One, di un gruppo di ricerca internazionale guidato da Anna Riegel dell’Università di Georgetown sfruttando le proprietà di un particolare tipo di staminali, le Cellule Riprogrammate in modo Condizionale (Crc).Pluripotent-Stem-Cells Sviluppate nel 2011 da un gruppo di ricerca della stessa università statunitense, le Crc sono cellule sane o tumorali trattate in modo tale da diventare ‘immortali’ e senza subire trasformazioni nel tempo.

Un analogo delle più note cellule staminali indotte ma con la differenza che le Crc si mantengono sempre identiche nel tempo e che possono tornare a comando allo stadio iniziale.

Testandole sui topi i ricercatori hanno ora dimostrato che queste cellule possono essere direttamente impiantate nei topi e ridurre notevolmente i normali tempi di ‘preparazione’ degli studi. Se ad esempio nei topi transgenici ‘tradizionali’ è necessario attendere circa 8 mesi prima di osservare l’insorgenza di particolari tumori alle ghiandole mammarie, con la nuova tecnica il tumore può essere direttamente impiantato da un topo all’altro, mantenendolo perfettamente uguale, e attendere meno di un mese.

Questo vuol dire migliorare la qualità dei dati ottenuti dalla ricerca preclinica e ridurre di molto queste fasi di lavoro: un passo importantissimo per accelerare la lotta contro il cancro.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!