HIV: una nuova terapia per il tr…

Una nuova sperimentazione…

Proteina in grado di riconoscere…

Rivelato il meccanismo mo…

Nuovi dispositivi per il monitor…

Nuovi dispositivi per i…

Tubercolosi: vaccino basato sul …

Gli scienziati della McMa…

Campagna UE di prevenzione contr…

Lussemburgo, 14 gen. - In…

Alzheimer: si studia l'incidenza…

Si sa che una serie di ma…

Dal Simposio “sPAIN in Italy”: c…

Oltre 500 esperti italian…

A.L.I.Ce. Italia Onlus con il Pa…

Roma, 9 dicembre 2013 - L…

Campagna invito donazione cordon…

Ancora 48 mila unità di s…

Panoptes Pharma e Mediolanum Far…

Milano, 9 Febbraio 2015 –…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ridere aiuta la memoria, lo stress la cancella

UNA RISATA ci salverà, per lo meno dalla perdita di memoria a breve termine. Con l’avanzare dell’età infatti gli effetti dannosi dello stress possono compromettere la capacità di imparare e immagazzinare informazioni nel cervello.

Ridere contrasta e riduce in modo molto efficace il problema, come dimostra uno studio condotto dai ricercatori della Loma Linda University, in California.
“La ragione per la quale abbiamo iniziato questa analisi è l’incremento della popolazione anziana dai 65 anni in su”, spiega a Repubblica.it Gurinder Singh Bains, autore della ricerca, “secondo le statistiche nei prossimi 40 o 50 anni il numero raddoppierà e tra le sfide legate all’avanzare dell’età c’è la progressiva perdita di memoria a breve termine”.

La capacità di ricordare è in parte legata al livello di un ormone chiamato cortisolo. Lo stress, soprattutto quello cronico, lo fa aumentare e il corpo umano può pagare di conseguenza un prezzo molto alto. Con l’invecchiamento il cortisolo contribuisce a una serie di problemi di salute, tra cui l’ipertensione, il diabete e altre malattie cardiache.

Tra gli altri effetti collaterali c’è appunto la riduzione della memoria a breve termine e della capacità di apprendimento, soprattutto degli anziani. Bains e il suo team di ricerca hanno somministrato per due volte un test per la misurazione della memoria (Rey Auditory Verbal Learning Test) a tre gruppi di persone: anziani sani, con diabete e un gruppo di controllo della stessa età. Solo ai primi due gruppi però tra il primo e il secondo test è stato fatto vedere un video divertente, a loro scelta, della durata di 20 minuti. A tutti sono stati misurati i livelli di cortisolo all’inizio e alla fine dell’esperimento.

I risultati ottenuti da Bains nel secondo test sono stati sorprendenti. Gli anziani che avevano visto il filmato hanno registrato punteggi dall’8% al 23% superiori rispetto al gruppo di controllo in tute le sezioni della prova. “Il loro livello di cortisolo è diminuito in modo significativo, al contrario di coloro che non avevano visto il video”, conclude il ricercatore, “e dimostra l’importanza di questo ormone nell’influenzare quella parte del cervello chiamata ippocampo, che consolida la memoria a breve termine”.
Ridere o semplicemente assistere a qualcosa di divertente aumenta il rilascio di endorfina e dopamina, abbassa la pressione sanguigna e migliora la circolazione. Cambiamenti neurochimici che, sostiene Lee Berk, coautore dello studio, “migliorano il sistema immunitario e determinano cambiamenti in quelle oscillazioni neuronali chiamate ‘onde gamma’ che amplificano memoria e ricordi”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!