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HPV: nuovo test aiuta a predire recidive di tumore cavo orale

Sviluppato un test del sangue e della saliva in grado di prevedere con precisione, in un numero significativo di pazienti, le recidive del tumori del cavo orale legati al virus Hpv.


Ad annunciarlo un gruppo di medici della Johns Hopkins in uno studio pubblicato sulla rivista Jama Otolaryngology a Head & Neck Surgery. Per arrivare a queste risultati i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue e di saliva di 93 pazienti con cancro orofaringeo, trattati con la chirurgia, la radioterapia o con la chemioterapia e radioterapia insieme. I campioni sono stati raccolti prima e dopo il trattamento.  Del campione coinvolto 81 pazienti avevano tumori Hpv-positivi. I ricercatori hanno selezionato i pazienti con una varieta’ di tumori in fase iniziale e avanzata; nessuno di loro presentava metastasi a distanza. Le analisi del sangue e saliva sono state eseguite utilizzando la reazione a catena della polimerasi, che amplifica certe porzioni del DNA e misura la sua quantita’.

Gli scienziati hanno scoperto che il Dna dell’Hpv rilevato nella saliva dei pazienti dopo il trattamento era predittivo di una recidiva quasi il 20 per cento delle volte in un sottogruppo di pazienti.

Quando gli scienziati hanno analizzato il Dna dell’Hpv nel sangue di un altro sottogruppo di pazienti, l’accuratezza della previsione di una recidiva e’ salito a piu’ del 55 per cento. In un terzo sottogruppo di pazienti, dove sono stati trovati tracce di Dna dell’Hpv in entrambi i campioni di sangue e saliva dopo il trattamento la precisione della previsione di una recidiva e’ risultata del 70 per cento. “Fino ad ora, non c’era alcun metodo biologico affidabile per identificare quali pazienti sono a piu’ alto rischio di recidiva, quindi questi test dovrebbero aiutare molto a farlo”, hanno concluso i ricercatori.

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