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[Scheda Epidemiologica]I dati del Diabete in Italia

diabeteIl diabete è una delle patologie croniche con maggiore diffusione in tutto il Mondo e, a causa delle sue complicanze, rappresenta un problema sanitario per le persone di tutte le età e di tutte le aree geografiche, soprattutto in quelle altamente industrializzate, con un più grave coinvolgimento, peraltro, delle classi economicamente e socialmente svantaggiate.

L’accresciuta prevalenza nel Mondo del diabete tipo 2, soprattutto legata all’aumento del benessere ed allo stile di vita, ha portato l’OMS a parlare di vera e propria “epidemia”. Per l’Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete mellito tipo 2 del 27,5% dal 1994 al 2000 e del 54.9% dal 1994 al 2010. In Italia la prevalenza è aumentata dal 2,5% (negli anni ’70) all’attuale 5,4%. Anche per il diabete tipo 1 molti dati epidemiologici evidenziano un aumento dell’incidenza.

Le logiche e le immediate conseguenze che derivano da questi dati sono da una parte l’aumentato carico sociale dovuto alla malattia diabetica e alle sue complicanze (cardiopatia ischemica, cecità, insufficienza renale, amputazioni degli arti inferiori); e dall’altra la necessità d’interventi capaci di prevenire e/o ritardare la comparsa delle complicanze croniche del diabete mellito (Fonte: L’Assistenza al paziente diabetico: raccomandazioni cliniche ed organizzative di AMD-SID-SIMG).

La situazione è allarmante e molti Paesi occidentali stanno orientando la loro politica sanitaria verso l’adozione di modelli assistenziali di gestione integrata della malattia che, nel caso del diabete, si sono dimostrati efficaci nel migliorare aspetti della qualità dell’assistenza sanitaria ed esiti clinici rilevanti. Pur con ottimi risultati nella cura della patologia a livello europeo e validi esempi di organizzazione in alcuni contesti territoriali, l’Italia presenta una situazione disomogenea e frammentata nella gestione del diabete a livello regionale.

In Italia il diabete mellito interessa circa il 5,4% della popolazione, il che vale a dire complessivamente che più di 3 milioni di Italiani ne soffrono. La forma più frequente, il tipo 2, rappresenta più del 90% dei casi di diabete (dati Istat 2013).

In base all’indagine Multiscopo «Aspetti della vita quotidiana» condotta dall’ISTAT nel marzo 2011 su 47.609 cittadini di 19.636 famiglie distribuite in 837 comuni, nel Nord Est risiedono 450.000 diabetici, nel Nord Ovest 650.000, nel Centro 600.000, nel Sud 900.000, nelle Isole 350.000 (Fonte: Senato, Indagine conoscitiva sulla Patologia diabetica in rapporto al Servizio Sanitario Nazionale ed alle connessioni con le malattie non trasmissibili).

scheda_epidemiologica

 

 

I dati del diabete in Puglia

Secondo i dati Istat del 2013 la percentuale di diabetici pugliesi al 6,7% supera la media nazionale al 5,4%. Tra il 2000 e il 2011 sono stati diagnosticati altri 80 mila casi di diabete, che aggiungendosi ai 180 mila già diagnosticati, arrivano a 260 mila. In percentuale, il 6,7% della popolazione pugliese dichiara di essere affetto da diabete, con un incremento in dieci anni del 2,2%.

Tale numero è destinato ad aumentare per l’invecchiamento della popolazione, l’obesità e la sedentarietà.

Secondo i dati diffusi dall’associazione Diabete Italia Onlus in occasione della Giornata mondiale celebrata il 9 e 10 novembre 2013, la Puglia ha inoltre il primato in Italia per numero di ricoveri per diabete come diagnosi principale.

 

I dati del diabete in Sicilia

La percentuale di diabetici siciliani al 6,2%, secondo i dati Istat del 2013, è superiore alla media nazionale al 5,4%. Al 2013 sono poco più di 290 mila i siciliani che hanno avuto una diagnosi di diabete. Di questi, quasi 4.000 sono nella fascia di età 0-17 anni, in buona percentuale con diabete di tipo 1, il cosiddetto diabete giovanile. Ben 190.000 diabetici sono in età 18-69 anni, il resto sono over 70.

In Sicilia si assiste anche alla presenza di diabete “doppio” una forma emergente dove diabetici di tipo 1, insulino-dipendenti, hanno anche le caratteristiche del tipo 2, un fenomeno che prima non si osservava.

Sono intorno a 46.000 i siciliani affetti da diabete che, ogni anno, fanno ricorso a ricoveri ospedalieri in regime ordinario per qualsiasi causa, con un picco di ospedalizzazione negli anziani tra i 60 e i 70 anni. L’indice di mortalità è superiore a quello del resto del Paese.

 

I dati del diabete in Lombardia

Secondo i dati Istat del 2013 la percentuale di diabetici lombardi è al 4,6%, più bassa rispetto alla media nazionale al 5,4%.

In Lombardia, dal 2000 a oggi la percentuale di diabetici è però cresciuta dal 3,3% al 4,6% della popolazione: oltre 450mila persone, con una maggioranza di più della metà tra gli uomini.

Per quanto riguarda i ricoveri per diabete come diagnosi principale, la Regione Lombardia ha visto una riduzione del 42% dei casi, passando dai 496 del 2000 ai 286 del 2010.  Nonostante la riduzione dei ricoveri, tutti gli indicatori di ospedalizzazione specifici, secondo di dati ISTAT del 2012, sono stabilmente peggiori rispetto alla media nazionale.

 

I dati del diabete in Liguria

La percentuale di diabetici liguri si attesta al 5,9% superando la media nazionale al 5,4% (dati Istat 2013). I soggetti residenti in Liguria, affetti da diabete sono dunque stimabili in circa 92mila.

I ricoveri per diabete scompensato come diagnosi principale rappresentano solo il 5%, a conferma che in Liguria vi è una buona qualità delle cure territoriali volta a prevenire i ricoveri per solo diabete, mentre i ricoveri per diabete come diagnosi secondaria si attestano al 95%.

 

Il Piano Nazionale sulla Malattia Diabetica

 

Per dare una risposta alla patologia diabetica la Conferenza Stato Regioni ha recepito con Accordo, il Piano nazionale sulla malattia diabetica il 6 dicembre 2012 (pubblicato in G.U. il 7 febbraio 2013).

Gli obiettivi ultimi che si pone sono:

  • Migliorare la qualità di vita delle persone con diabete.
  • Portare ad una riduzione dei costi per il Sistema Sanitario nazionale e regionale.
  • Assicurare un efficace coordinamento dei Servizi, tramite la cooperazione delle articolazioni del Servizio Sanitario nazionale, quali, la Comunità medica e scientifica, le Associazioni di pazienti ed i pazienti.

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano si impegnano a recepire con propri provvedimenti il “Piano nazionale sulla malattia diabetica”, e a dare attuazione ai suoi contenuti nei rispettivi ambiti territoriali. Ogni Regione conserva la propria autonomia nelle scelte strategiche, organizzative e operative, sebbene in armonia con il disegno nazionale, anche nella realizzazione di un proprio sistema di monitoraggio regionale.

Il PND si pone 10 obiettivi da raggiungere, quali:

  1. Migliorare la capacità del SSN nell’erogare e monitorare i Servizi, attraverso l’individuazione e l’attuazione di strategie che perseguano la razionalizzazione dell’offerta e che utilizzino metodologie di lavoro basate soprattutto sull’appropriatezza delle prestazioni erogate.
  2. Identificare precocemente le persone a rischio e quelle con diabete; prevenire o ritardare l’insorgenza della malattia attraverso l’adozione di idonei stili di vita. Favorire adeguate politiche di intersettorialità per la popolazione generale e a rischio e per le persone con diabete.
  3. Aumentare le conoscenze circa la prevenzione, la diagnosi il trattamento e l’assistenza, conseguendo, attraverso il sostegno alla ricerca, progressi di cura, riducendo le complicanze e la morte prematura.
  4. Rendere omogenea l’assistenza, prestando particolare attenzione alle disuguaglianze sociali ed alle condizioni di fragilità e/o vulnerabilità socio – sanitaria sia per le persone a rischio che per quelle con diabete.
  5. Assicurare la diagnosi e l’assistenza alle donne con diabete gestazionale; nelle diabetiche in gravidanza raggiungere outcome materni e del bambino equivalenti a quelli delle donne non diabetiche.
  6. Migliorare la qualità di vita e della cura e la piena integrazione sociale per le persone con diabete in età evolutiva anche attraverso strategie di coinvolgimento familiare.
  7. Organizzare ed implementare le attività di rilevazione epidemiologica finalizzate alla programmazione ed al miglioramento dell’assistenza, per una gestione efficace ed efficiente della malattia.
  8. Aumentare e diffondere le competenze tra gli operatori della rete assistenziale favorendo lo scambio continuo di informazioni per una gestione efficace ed efficiente, centrata sulla persona.
  9. Promuovere l’uso appropriato delle tecnologie.
  10. Favorire varie forme di partecipazione, in particolare attraverso il coinvolgimento di Associazioni riconosciute di diabetici, sviluppando l’empowerment delle persone con diabete e delle comunità.

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