Legge 40 e diagnosi preimpianto:…

La Corte europea dei diri…

Gastroenterite: aumentano negli …

Aumenta il numero di pers…

Obesità: dimagrire con farmaco a…

La saliva del mostro di …

'Merenda con il leone': sensibil…

ALL’OSPEDALE SACCO SI FA …

Scoperto un processo chiave dell…

[caption id="attachme…

Zero casi di meningite: un obiet…

Soglie di copertura vacci…

Convulsioni dovute ad anestetici…

Una nuova ricerca ha iden…

TRAUMA SPINALE, SCOPERTA ITALIA…

Milano, 15 Giugno 2009 …

Chili di troppo che si ereditano…

I chili di troppo si ered…

Trapianto cardiaco: nuovo test d…

Prevedere con netto antic…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Vaccino: flop dovuto a 10 mutazioni del virus

(ANSA)Il virus dell’influenza ha dato scacco matto al vaccino della scorsa stagione in sole 10 mosse: sono infatti bastate 10 piccole mutazioni nel suo genoma per farlo ‘sparire’ dal radar del sistema immunitario delle persone vaccinate, tanto che una su quattro è risultata comunque vulnerabile al contagio.

Lo hanno scoperto i ricercatori del Wistar Institute di Philadelphia, che pubblicano il risultato sulla rivista Cell Reports.

”I nostri dati dimostrano che il virus dell’influenza ha recentemente acquisito delle mutazioni in regioni critiche per il suo riconoscimento da parte del sistema immunitario, e queste mutazioni – spiega il coordinatore dello studio, Scott Hensley – hanno probabilmente contribuito all’inefficacia dei vaccini della stagione influenzale 2014-2015”.

Questo fenomeno è già noto da tempo con il nome di ‘deriva antigenica’, e consiste proprio nell’accumulo di mutazioni che modificano le regioni del virus a cui normalmente si attaccano gli anticorpi prodotti grazie alla vaccinazione. I ricercatori di Philadelphia lo hanno ricostruito, passo dopo passo, studiando il virus influenzale mentre era in circolazione, fin dallo scorso dicembre. Sono così riusciti a identificare 10 mutazioni chiave che hanno permesso al virus trasformista di passare indenne la stagione.

Per verificare la sua abilità, è bastato metterlo a contatto con il siero del sangue di persone, furetti e pecore contenente gli anticorpi diretti contro il virus originale per cui era stato disegnato il vaccino: la loro capacità di riconoscere e aggredire il ‘nemico’ è risultata essere decisamente ridotta.
Ora i ricercatori stanno portando avanti nuovi studi per capire se questa scoperta potrà essere usata nello sviluppo del nuovo vaccino per la prossima stagione influenzale.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!