Passi in avanti nell’identifica…

[caption id="attachment_1…

L’indagine: fecondazione eterolo…

Presentati i risultati al…

Tubercolosi: vaccino basato sul …

Gli scienziati della McMa…

Malaria: il segreto di una cura …

La malaria ha un tallone …

IGIENE ORALE 3.0 Metodi E Nuovi …

Igiene Orale 3.0 è un nuo…

Tabagismo: un esame del sangue s…

Un semplice esame del san…

Contro i batteri l'organismo si …

L'organismo umano puo' co…

Meccanismo tumorale comune tra l…

L’oncosoppressore BRCA2 è…

Dalla ricerca biotech italiana u…

[caption id="attachme…

Mappate le complesse connessioni…

Definita per la prima…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori: 30 nuove diagnosi al giorno in soggetti under 40

“Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati 30 casi di tumore in pazienti under 40, pari al 3 per cento delle nuove diagnosi. La perdita della prospettiva della paternita’ o maternita’ a seguito dei trattamenti anti-cancro puo avere un impatto notevole sulle persone che vivono l’esperienza della malattia e sui loro progetti futuri.

Per questo e’ indispensabile che questi giovani pazienti siano immediatamente informati delle possibili tecniche per preservare la fertilita'”.cellule_cancerose Questo e’ il messaggio lanciato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), esprimendo il suo appoggio al Fertility Day 2016. “Il periodo finestra tra il momento in cui il paziente riceve la diagnosi di tumore e l’inizio della terapia – ha detto Carmine Pinto, presidente dell’Aiom – e’ l’unico spazio utile per la crioconservazione dei gameti, cioe’ il loro congelamento e conservazione a bassissime temperature.

Le principali tecniche di preservazione della fertilita’ nella donna sono costituite dalla crioconservazione degli ovociti o del tessuto ovarico e dall’utilizzo di farmaci (analoghi LH-RH) per proteggere le ovaie, nell’uomo dalla crioconservazione del seme o del tessuto testicolare”. Il materiale biologico puo’ rimanere crioconservato per anni ed essere utilizzato quando il paziente ha superato la malattia. “Le strutture sanitarie – ha aggiunto Pinto – devono implementare e integrare al loro interno sia le competenze oncologiche che di medicina della riproduzione e queste conoscenze devono essere presenti in tutte le Regioni del nostro Paese, con professionalita’ e tecnologie adeguate”.

Il modello organizzativo auspicabile, secondo l’Aiom, e’ rappresentato dalla Rete dei centri di oncofertilita’, in grado di applicare queste tecniche con informazioni costantemente implementate.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!