Neurochirurgia: innovative apparecchiature tecnologiche completano il blocco operatorio del Besta.

“È uno dei più equipaggiati e tecnologicamente avanzati al mondo”, dice il professor Francesco DiMeco. 

 

Grazie a un finanziamento di Regione Lombardia di 1milione e 300mila Euro, l’Istituto ha acquistato un innovativo sistema di imaging intraoperatorio multidimensionale 2D/3D e due esoscopi 3D che contribuiscono a potenziare una dotazione tecnologica di eccellenza, utilizzata sia per i tumori cerebrali sia per la chirurgia spinale.   

Milano, 13 settembre 2021 – La Neurochirurgia della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta potenzia ulteriormente l’equipaggiamento del proprio blocco operatorio con l’acquisizione di nuove apparecchiature ad altissima tecnologia. Forte delle sue cinque sale operatorie e di un volume di attività senza eguali in Italia e tra i maggiori in Europa, la Neurochirurgia del Besta grazie alle ultime acquisizioni si conferma così riferimento a livello mondiale.

L’acquisto delle innovative tecnologie da parte del Besta è stato possibile grazie all’utilizzo, nel mese di luglio, di un finanziamento di Regione Lombardia di 1milione e 300mila Euro, derivante da uno stanziamento di anni precedenti.

Sono stati acquisiti due esoscopi, strumenti che vanno a sostituire il più classico microscopio e che permettono di operare con speciali visori 3D: nel caso di tumori o di interventi di chirurgia spinale o funzionale, le immagini sono trasmesse in tempo reale su schermi di grandi dimensioni per l’ingrandimento di altissima qualità, senza perdere luminosità e dettaglio. A questi si aggiunge il sistema di imaging intraoperatorio multidimensionale 2D/3D, O-ARM: un sistema di imaging intraoperatorio che permette di compiere operazioni con estrema accuratezza ponendosi quale evoluzione dei precedenti sistemi Tac intra-operatori. Quest’ultimo viene utilizzato prevalentemente nei pazienti con disturbi del movimento e negli interventi di chirurgia spinale.

Nel contempo, le già presenti strumentazioni Surgical Theater, simulatori neurochirurgici e neuro-navigatori che rielaborano le sequenze di immagini bidimensionali acquisite durate gli esami diagnostici di risonanza magnetica (RMN) e di tomografia computerizzata (TC) costruendo modelli in 3D della parte anatomica interessata, sono stati aggiornati e arricchiti con software che consentono l’esecuzione degli interventi in realtà aumentata. Questa tecnologia è usata prevalentemente nella rimozione dei tumori cerebrali.

Infine, nell’ambito del programma di formazione permanente basato sulla simulazione degli interventi chirurgici, il centro per la simulazione e il training neurochirurgico Besta NeuroSim Center ha potuto arricchire il proprio già straordinario e unico bagaglio tecnologico attraverso l’introduzione dei due più recenti simulatori di produzione canadese NeuroVR- Accurate. Tali strumenti, molto simili ai simulatori di volo utilizzati in aviazione, riproducono vari scenari chirurgici in realtà virtuale e con sensibilità tattile, consentendo sia ai chirurghi in formazione che agli operatori più esperti di esercitarsi in un’ampia gamma di task neurochirurgici.

Grazie alla ritrovata sinergia tra le Direzioni strategiche dell’Istituto, il Consiglio d’Amministrazione e i Dipartimenti gestionali – spiega il professor Francesco DiMeco, Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia del Besta e Professore Ordinario di Neurochirurgia presso l’Università Statale di Milano –  l’Istituto è riuscito a recuperare un finanziamento regionale che ci ha permesso di realizzare un Blocco Operatorio di livello tecnologico unico nel Paese e proprio solo delle più prestigiose Istituzioni internazionali. Si tratta di tecnologie all’avanguardia, a cui si aggiunge anche la Risonanza Magnetica Intraoperatoria, grazie alle quali il Blocco Operatorio del Besta diventa uno tra i più equipaggiati e qualificati al mondo. L’utilizzo di queste nuove tecnologie permette una sempre maggior precisione d’intervento al Neurochirurgo: questo ci consentirà di essere sempre più sicuri nei confronti del paziente e allo stesso tempo meticolosi nell’individuare e, dove possibile, eliminare la malattia”.