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Alzheimer, USA: vicini ad una Diagnosi Anticipata grazie ad un test

Immagini tomografiche PET (metabolismo di glucosio) e SPECT (perfusione) a due diversi livelli in un paziente affetto da malattia di Alzheimer (sinistra) e in un paziente con demenza frontotemporale (destra)

Immagini tomografiche PET (metabolismo di glucosio) e SPECT (perfusione) a due diversi livelli in un paziente affetto da malattia di Alzheimer (sinistra) e in un paziente con demenza frontotemporale (destra)

(ANSA) – WASHINGTON, 28 MAG – Un nuovo test per la diagnosi anticipata del morbo di Alzheimer potrebbe essere pronto nel giro di 12-18 mesi, anche se ulteriori studi dovranno confermare l’esattezza dell’analisi sperimentata sinora con successo in particolare su malati ad uno stadio piu’ avanzato della malattia. Un accordo per lo sviluppo del nuovo test diagnostico e’ stato raggiunto negli Usa tra ricercatori del ”Blanchette Rockfeller Institute” – affiliato con la Johns Hopkins university e con la West Virginia university – e della azienda ”Inverness medical Innovation”.

L’esame mira in particolare a monitorare la progressione della malattia nei pazienti per cercare di modulare le terapie farmacologiche e a riuscire a diagnosticare il morbo il prima possibile.

Sperimentato su piu’ di 300 malati in 15 ospedali Usa, il test ha correttamente individuato la presenza dell’Alzheimer in 42 pazienti su cui poi la malattia e’ stata confermata da autopsia, ossia nel 98% dei casi.


Ma tra le diagnosi accurate solo 11 erano casi ad uno stadio iniziale: esperti indipendenti ritengono cosi’ che il test vada nella giusta direzione e sia molto promettente ma sollecitano ampi studi per confermarne la validita’ nei casi in cui il morbo e’ solo all’inizio.

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