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Arriva un nanosensore per monitorare la viremia nei pazienti con l’HIV

micro cantilever

micro cantilever

(AGI) – Londra, 6 mag. – Presto le persone che convivono con il virus dell’Hiv potranno monitorare le proprie condizioni di salute a casa con un apparecchio portatile simile a quello usato dai diabetici per misurare il glucosio. Il kit, che sfrutta le piu’ recenti innovazioni della nanotecnologia, ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di sterline e sara’ sviluppato da tre noti centri di ricerca londinesi insieme ad alcune aziende private. L’apparecchio funziona in maniera semplice: una piccola puntura sul dito e l’analisi della goccia di sangue che fuoriesce da parte di minuscoli sensori meccanici che misurano i livelli del virus Hiv. I risultati appaiono in pochi secondi sul display. Se i livelli di Hiv superano i limiti di allerta, il paziente sa che deve recarsi dal medico. “Se i malati hanno dimenticato di prendere le medicine o hanno una situazione di emergenza, l’apparecchio e’ un modo semplice e immediato per scoprirlo”, ha spiegato Anna Maria Goretti, consulente dell’Nhs e ricercatrice del Royal Free Hospital. Anziche’ andare dallo specialista ogni tre mesi, i pazienti sieropositivi “potranno seguire il proprio stato di salute con il kit e andare dal medico solo quando necessario”.
Cosi’ non solo si migliora la qualita’ della vita di chi e’ affetto dal virus dell’Aids, ma si aiuta lo staff medico nei Paesi in via di sviluppo, dove sono necessari strumenti rapidi e poco costosi per monitorare i pazienti con Hiv, fa notare l’equipe londinese.

I sensori, del tipo ‘ad array di microcantilever’ sono ricoperti da sostanze che si attaccano all’Hiv e ad altre proteine marker della progressione della malattia. A seconda della quantita’ di virus e proteine rilevate, i sensori si spostano dando la misura dei livelli presenti nel corpo, ha spiegato Rachel McKendry dello University College London e del London Centre for Nanotechnology, che coordina la ricerca. L’equipe della McKendry riunisce scienziati dell’Imperial College London, della Cambridge Medical Innovations, di Sphere Medical Ltd e di BionanoConsulting; il progetto durera’ tre anni e portera’ allo sviluppo di un prototipo di apparecchio portatile. Seguiranno i trial clinici. Ovviamente il kit non sostituisce il medico, ma sicuramente riduce la dipendenza del paziente dal dottore, come accade gia’ per chi e’ malato di diabete.

Si consiglia, per maggiori info (in inglese), di visitare il sito Nanotechnology Now

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