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Artrite reumatoide: il farmaco orale di Pfizer inibitore di JAK-3 ha mostrato un’efficacia statisticamente significativa negli studi di fase 2: iniziato l’arruolamento per gli studi di fase 3

CP-690550

Pfizer ha comunicato oggi che i dati provenienti da due nuovi studi clinici intermedi sull’inibitore orale di JAK-3, CP-690,550 hanno mostrato risposta statisticamente significativa rispetto allo studio con placebo nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR).

I dati, provenienti da questi due studi di fase 2 e da uno studio in aperto attualmente in corso sulla sicurezza, saranno presentati questa settimana al 10mo Congresso Annuale dell’European League Against Rheumatism (EULAR). Tali risultati confermano le scoperte provenienti da due precedenti studi di fase 2 sulla molecola nell’artrite reumatoide e sono stati utilizzati per identificare il dosaggio per gli studi di fase 3.

I dati relativi ad un’analisi intermedia su 12 settimane di uno studio di sei mesi controllato verso placebo, in doppio cieco (Studio A3921035), che ha analizzato 384 pazienti con Artrite Reumatoide attiva che non avevano risposto a un farmaco antireumatico (DMARD) modificante la malattia, come il metotrexate, hanno mostrato che i pazienti curati con dosi di 5, 10 e 15 mg di CP-690,550 due volte al giorno hanno mostrato risultati statisticamente e significativamente superiori rispetto al trattamento con placebo.

“Questa molecola potrebbe rappresentare un progresso promettente nella cura dell’artrite reumatoide per i pazienti che hanno bisogno di un’alternativa alle terapie attualmente disponibili – ha affermato Michael Berelowitz, MD, Senior Vice President Clinical Development and Medical Affairs for Pfizer Specialty Care – La portata dell’intero programma di studi di fase 2 ci permette di identificare le dosi per procedere all’ultima fase di ricerca clinica.”

L’endpoint primario dello studio era la percentuale di risposta ACR 20, cioè un miglioramento del 20% nelle articolazioni dolenti ed edematose, rilevato come gli altri criteri, alla 12ma settimana. Le risposte ACR 20 per i dosaggi due volte al dì di 3, 5, 10 e 15 mg sono risultate statisticamente e significativamente superiori (49.0%, 63.3%, 75.4%, 75.4%) rispetto ai pazienti trattati con placebo (28.8%), e queste differenze sono state rilevate fin dalla seconda settimana. Inoltre risposte statisticamente e significativamente superiori sono emerse anche nelle percentuali di risposta ACR 50 per i dosaggi due volte al dì di 5, 10 e 15 mg e nelle percentuali di risposta di ACR 70 per i dosaggi due volte al dì di 10 e 15 mg. Lo studio ha considerato adalimumab come farmaco di confronto.


In questo studio gli eventi avversi più comunemente riportati sono stati le infezioni del tratto urinario, la diarrea, la bronchite e la cefalea. Tutti questi eventi avversi sono stati di grado leggero o moderato. Raramente si sono manifestati eventi avversi seri ed effetti collaterali che hanno comportato l’interruzione dello studio. La riduzione media della conta dei neutrofili è risultata significativa e dose dipendente mentre l’incremento medio del colesterolo totale LDL, HDL e i valori di creatinina serica media sono risultati sovrapponibili con quanto rilevato negli studi precedenti di CP-690,550 per l’Artrite Reumatoide.

Inoltre, i dati provenienti da uno studio della durata di tre mesi, controllato con placebo, in doppio cieco (Studio A3921039) che ha arruolato 136 pazienti giapponesi con Artrite Reumatoide in trattamento con metotrexato, hanno mostrato che i pazienti trattati con dosaggi di 1, 3, 5 e 10 mg di CP-690,550, evidenziavano percentuali superiori di risposta ACR 20 statisticamente significativa rispetto ai pazienti trattati con solo metotrexate. L’endpoint primario dello studio era la percentuale di risposta di ACR 20 alla 12ma settimana.

Le risposte a 12 settimane dell’ACR ottenute nel gruppo di pazienti trattati con CP-690,550 per tutti i dosaggi considerati (1, 3, 5 e 10 mg), sono risultate, in modo statisticamente significativo, superiori (64.3%, 77.8%, 96.3% e 80.8%) a quelle ottenute nel gruppo trattato con solo metotrexato (14,3%) e queste differenze sono emerse già alla seconda settimana. Inoltre, anche agli endpoint secondari per le percentuali di risposta alla 12ma settimana di ACR 70, il CP-690,550 ai dosaggi di 5 mg e 10 mg, è risultato superiore (33.3%, 34.6%), in modo statisticamente significativo, rispetto al solo metotrexato(3.6%).

In questo studio, gli eventi avversi più comunemente riportati sono stati la rinofaringite, l’ingrossamento epatico, l’aumento del colesterolo nel sangue e i disturbi gastrici. Tutti questi eventi avversi sono stati di grado leggero o moderato. Infrequenti sono stati gli eventi avversi gravi e gli eventi avversi che hanno comportato l’interruzione dello studio. La riduzione media della conta dei neutrofili è risultata significativa e dose dipendente mentre l’incremento medio del colesterolo totale LDL, HDL e i valori di creatinina serica media sono risultati sovrapponibili con quanto rilevato negli studi precedenti di CP-690,550 per l’Artrite Reumatoide

Sono stati presentati anche i dati provenienti dallo studio in corso a lungo termine in aperto sulla sicurezza (Studio A3921024). L’analisi ad interim ha mostrato un profilo di sicurezza di CP-690,550 simile a quello osservato in precedenti studi randomizzati. La maggior parte degli eventi avversi è stata di grado leggero o moderato. La maggior parte degli eventi avversi riportati (in percentuale uguale o maggiori dell’1.5%) sono stati l’infezione del tratto urinario, la diarrea, l’anemia, la nausea e la sinusite.

Tutti gli studi sono stati sponsorizzati da Pfizer, Inc.

Nel febbraio 2009 la Specialty Care Business Unit di Pfizer ha dato il via a un programma clinico globale di fase 3 con CP-690,550 nell’AR e sta studiando la molecola come potenziale trattamento per altre patologie autoimmunitarie, compresa la psoriasi, le malattie infiammatorie intestinali e il trapianto di organi.

CP-690,550 è un potente inibitore orale e selettivo della famiglia enzimatica JAK (Janus Kinase), responsabile di numerose patologie infiammatorie e autoimmunitarie, compresa l’artrite reumatoide. Inibendo tali enzimi che influenzano il segnale di molteplici citochine (proteine rilasciate dalle cellule per comunicare con altre cellule) che sono coinvolte in un’ampia gamma di patologie infiammatorie e autoimmunitarie, il trattamento con CP-690,550 può portare a un miglioramento clinicamente significativo dei pazienti.


CP-690,550 è stato scoperto nei Laboratori Pfizer di Groton (MA).

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