Aspettando EXPO Milano, impariam…

Fragole, kiwi e broccoli.…

Periodontite: buone nuove per mi…

Dodici milioni di tedesch…

Secukinumab primo farmaco biolog…

Secukinumab di Novartis è…

Allo studio un nuovo approccio f…

[caption id="attachment_1…

Menisco lesionato: quando bisogn…

150 mila italiani sono co…

Presso il Policlinico Ponte San …

Trattamento “high tech” p…

Contraccezione d'emergenza, dall…

“I ginecologi facciano …

Test salivare HIV rapido: arriva…

All’ospedale torinese è p…

L'enigmatico virus H7N9

Il nuovo virus, che ha …

I Cantieri di Co-Opera-Azione ha…

Si chiude il ciclo dell’e…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cervello, una proteina rafforza la memoria

Se un’esperienza diventa indimenticabile, questo si deve anche alla quantità di una proteina presente nel cervello, nell’area in cui si forma la memoria, chiamata ippocampo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto nazionale di neuroscienze (Inn), coordinati da Maurizio Giustetto dell’Università di Torino, in collaborazione con Fabio Benfenati dell’Università di Genova.

Punto di partenza della ricerca è stata la teoria secondo cui il cervello memorizza un dato, un volto o un evento quando le connessioni chimiche tra i neuroni vengono rafforzate. Responsabile di questo rafforzamento, secondo i ricercatori italiani, sarebbe la proteina nota come Extracellular Regulated Kinase (Erk). Come un sensore all’interno delle cellule, ha spiegato Giustetto, la proteina Erk «rivela ciò che sta accadendo all’esterno e lo traduce in una serie di attività biologiche, come la produzione di nuovi geni o le modifiche dello scheletro cellulare».

erk_diagramma

Una volta messa in azione da stimoli nervosi, Erk può controllare il rafforzamento delle connessioni interagendo con le sinapsine, una serie di proteine che hanno un ruolo nella trasmissione tra neuroni. Poiché Erk ha un ruolo importante in alcune gravi malattie dello sviluppo e nei meccanismi che determinano la dipendenza da droghe d’abuso, secondo gli studiosi questi risultati potranno in futuro essere usati per conoscere meglio le alterazioni neurologiche alla base dell’una e dell’altra condizione clinica.


0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x