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La ‘Terapia fotodinamica’ che sostituisce il bisturi e i tumori al seno

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Londra, 30 giu. – Pochi minuti di intervento, in day hospital; dimissioni pressoche’ immediate; poco o nessun dolore. Il tumore al seno potra’ essere sconfitto da un semplice, potente raggio laser al posto delle operazioni chirurgiche cruente, dolorose e spesso neanche risolutive? Ne e’ convinto un team di scienziati inglesi del prestigioso Royal Free hospital a Londra, che hanno inventato e presentato al mondo una tecnica che potrebbe essere rivoluzionaria: la “Terapia fotodinamica”. Quest’anno gia’ 20 pazienti saranno trattate con la nuova tecnica, applicata per la prima volta sul cancro al seno: in precedenza, il laser era stato usato solo per i tumori alla pelle e alla bocca.

La Terapia fotodinamica e’ stata creata da Mo Keshtgar, celebre chirurgo al Royal Free Hospital. Durante il trattamento, viene iniettato un farmaco nel sangue del paziente che rende le cellule tumorali estremamente sensibili alla luce. Quando viene indirizzato un raggio laser attraverso la pelle contro le cellule cancerose queste “soffrono” la luce tanto da autodistruggersi. I ricercatori, che hanno annunciato la loro intenzione di iniziare l’esecuzione di prove presso la Royal Society Summer Science Exhibition, hanno detto che questa tecnica potrebbe anche offrire una alternativa alla radioterapia per alcune donne.


“L’importanza di questa tecnica – spiega Keshtgar – e’ che attacca e distrugge le cellule tumorali, pur mantenendo la sostenibilita’ delle circostanti cellule normali. Il cancro al seno puo’ essere particolarmente traumatico, con trattamenti piu’ invasivi che lasciano cicatrici emotive e fisiche. Il nostro trattamento invece mantiene la struttura del tessuto connettivo intatta, ossia il seno non si deforma”. Il farmaco – chiamato agente fotosensibilizzante – viene iniettato direttamente nelle pazienti e trova da solo la sua strada nelle cellule epiteliali del seno, cellule di rivestimento che possono diventare cancerose. Il farmaco rende queste cellule altamente sensibili alla luce. Poiche’ i tumori sono ad alta attivita’ metabolica e sono circondati da una proliferazione di nuovi vasi sanguigni, il farmaco si accumula nelle cellule tumorali in modo molto piu’ massiccio rispetto alle cellule sane. A questo punto, i chirurghi puntano un raggio laser rosso a bassa potenza dritto sul tumore: la luce attiva una reazione chimica che uccide le cellule dannose. Il farmaco perde la sua potenza dopo un paio d’ore.

I pazienti sono tenuti in una luce fioca per 24 ore dopo il trattamento. La tecnica, annuncia Keshtgar, potrebbe essere disponibile entro sei anni, una volta che sia stata adeguatamente testata su volontari.

AGI

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