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Ossido di azoto, NO sintasi e resistenza antibiotica

La struttura modulare della NO sintasi (NOS)

La struttura modulare della NO sintasi (NOS)

Uno studio dimostra che l’ossido nitrico è in grado di alleviare lo stress ossidativo causato nei batteri da molti antibiotici, consentendo loro di neutralizzarne l’azione

Un nuovo studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista ”Science” da ricercatori della School of Medicine della New York University rivela un meccanismo inedito che riveste un ruolo essenziale nella resistenza agli antibiotici di patogeni come Staphylococcus aureus e Bacillus anthracis.

Lo studio dimostra infatti che l’ossido nitrico è in grado di alleviare lo stress ossidativo causato nei batteri da molti antibiotici, consentendo loro di neutralizzarne l’azione. L’eliminazione questa difesa dei batteri mediata dall’ossido nitrico rende gli antibiotici più potenti a dosi più basse e perciò meno tossiche. Il risultato apre qiondi la strada a nuovi metodi per combattere la resistenza antibiotica, un problema preoccupante in tutto il mondo.



L’ossido di azoto (NO) è una piccola molecola composta da un atomo di ossigeno e uno di azoto: questa sostanza chimica era nota come gas tossico e inquinante atmosferico fino al 1987, quando fu scoperto il suo importante ruolo nella fisiologia mammiferi, risultato per il quale fu attribuito successivamente un Premio Nobel.

Da allora si è scoperto che il NO entra in un’ampia gamma di attività, dall’apprendimento alla memoria, passando per la regolazione della pressione arteriosa e l’erezione del pene, fino alla digestione e alla lotta contro le infezioni.

Pochi anni fa, in particolare, il gruppo di Nudler alla NYU dimostrò che i batteri mobilizzano l’NO per difendersi dallo stress ossidativo. Il nuovo studio corrobora ora l’idea che molti antibiotici provochino nei batteri uno stress ossidativo che spesso porta alla loro morte, mentre l’NO contrasta tale effetto.

Questo lavoro suggerisce l’utilizzo degli inibitori della NO-sintasi, un enzima che produce NO nei batteri e negli esseri umani, in modo da rendere i batteri resistenti agli antibiotici (come l’MRSA e l’antrace) più sensibili ai farmaci disponibili.

“Lo sviluppo di nuove molecole per combattere la resistenza antibiotica come quella dell’MRSA è un problema arduo associato a un enorme costo economico e a incalcolabili costi sociali”, ha concluso Nudler. “Qui abbiamo una risposta disponibile: non occorre inventare nuovi antibiotici, ma basta migliorare l’attività di quelli già in uso, rendendoli più efficaci a dosi più basse.”


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