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Un biochip ottico come nuovo marcatore tumorale

biochip

Individuare i tumori diventerà presto piú semplice, grazie al biochip ottico. Una innovazione tecnologica, in grado di evidenziare, in una semplice goccia di sangue, la presenza di diversi marcatori tumorali. Della novità si è parlato oggi, nell’auditorium dell’ospedale dell’Angelo a Mestre, nel corso del convegno “Biochip Development For Cancer Diagnosis”, al quale è intervenuto, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri.

Si tratta dell’evento finale del progetto Firb (Fondo per gli investimenti della ricerca di base), che ha avuto come capofila l’Associazione biotecnologie in oncologia (Abo) di cui è responsabile scientifico il ricercatore veneto Massimo Gion, ha coinvolto oltre 100 ricercatori e 9 unità di ricerca costituite da istituzioni accademiche e da imprese, permettendo di identificare 20 nuovi biomarcatori studiati su 1.400 persone. Il progetto ha consentito di mettere a punto il biochip per la diagnosi precoce di vari tumori, con un costo di 8 milioni di euro, 5 dei quali finanziati dal ministero dell’Università e ricerca. “Il Veneto – ha detto Sandri – è orgoglioso di aver partecipato, con i ricercatori di Abo, ad un progetto di tale portata, foriero di importanti applicazioni pratiche. Basti pensare – ha proseguito l’assessore – alla possibilità di utilizzare in futuro questa nuova metodologia negli screening di massa, tra l’altro sottoponendo il paziente solo ad un semplicissimo prelievo di sangue. Come Regione – ha aggiunto – siamo impegnati al massimo delle nostre possibilità nello sviluppare politiche incisive di prevenzione in molti ambiti, ma quello dei tumori è un fronte particolarmente importante, sia per il timore che questa malattia incute nella popolazione, sia per i suoi esiti ancora troppo spesso infausti, sia per i costi umani e sociali che essa comporta. Oggi abbiamo un’occasione in piú per combatterla e di certo non ce la lasceremo sfuggire”. Il progetto ha anche consentito di costituire una banca biologica dove sono conservati oltre 21mila campioni, ed una banca di letteratura scientifica che ha esaminato 19mila lavori di ricerca selezionandoli sulla base della qualità.

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