Parodontite: spesso il laser è i…

Laser a diodi e una spec…

Umore: identificate le cellule c…

Identificate le basi mol…

Ebook readers con inchiostro ele…

A differenza degli sc…

Ovuli e spermatozoi creati proge…

La cellula 'madre' che dà…

[AME]Obesita' ed alterazioni end…

A cura del Dottor Raffael…

L’American Society of Clinical O…

L’American Society of Cli…

Il rapporto tra resistenza musco…

[caption id="attachment_1…

Alopecia areata: otto geni a cap…

[caption id="attachment_8…

Tumori: Alimentazione inadeguata…

Roma, 9 apr - La prevenzi…

Dolore pediatrico in Pronto Socc…

Arrivano le raccomandazio…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Premio Galeno 2009 per la prima volta ad un farmaco antiretrovirale

Raltegravir, farmaco antiretrovirale di Merck Sharp & Dohme per il trattamento dell’Hiv, capostipite della classe degli inibitori dell’integrasi, è il vincitore del Premio Galeno 2009, il prestigioso riconoscimento considerato il “Nobel” italiano dei farmaci.

La giuria, presieduta dal professor Rodolfo Paoletti, ha indicato raltegravir come “farmaco innovativo dell’anno” per i benefici apportati nella terapia dei pazienti affetti da HIV.

Raltegravir è il primo antiretrovirale che abbia mai ottenuto il Premio Galeno, assegnato ogni anno in tre diverse categorie: premio alla carriera, farmaco innovativo e giovane ricercatore.

Con il riconoscimento a raltegravir è stata premiata un’innovazione terapeutica che va nella direzione delle richieste dei pazienti e della comunità scientifica: terapie antiretrovirali che assicurino una vita più lunga e più sana, globalmente migliore grazie alla potenza e alla rapidità d’azione, alla facilità dello schema terapeutico e alla riduzione di effetti collaterali silenti.

In commercio in Italia dal 2008, raltegravir agisce inibendo l’integrasi, l’enzima che, insieme alla trascrittasi inversa e alla proteasi, è essenziale per la riproduzione e la propagazione del virus all’interno delle cellule umane.

Farmaco potente, rapido, e con un buon profilo di tollerabilità raltegravir rappresenta oggi un’alternativa per i pazienti che non hanno più opzioni terapeutiche, nei quali riesce ad abbassare la carica virale con una efficacia elevata e senza gli effetti collaterali normalmente correlati alla somministrazione di terapie antiretrovirali.

Raltegravir ha, inoltre, dimostrato rapidità d’azione e potenza nei pazienti mai trattati in precedenza nello studio STARTMRK di confronto con efavirenz della durata di 48 settimane. Proprio per questo a settembre il farmaco Merck, inizialmente autorizzato per i soli pazienti che presentassero almeno un fallimento con altro antiretrovirale, ha ricevuto dall’EMEA (Agenzia Europea dei Medicinali) l’ampliamento delle indicazioni per l’impiego in associazione con altri farmaci anti-retrovirali nel trattamento dell’infezione da HIV-1 in pazienti adulti, inclusi quelli che inizino la terapia antiretrovirale per la prima volta (pazienti “naive”).

<

Con raltegravir dopo molti anni un nuovo antiretrovirale viene impiegato direttamente in prima linea, quindi non solo per i pazienti multitrattati ma anche per quelli naive. – afferma Adriano Lazzarin, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive IRCCS del San Raffaele di Milano – Con un grande vantaggio terapeutico perché noi sappiamo che quando viene utilizzato in prima linea, raltegravir riduce la carica virale e elimina maggiormente il virus circolante e all’interno dei santuari: la maggiore potenza iniziale e la migliore tollerabilità del farmaco offrono dunque maggiori prospettive di successo.”

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x