Ormone 'dimagrante' risiede nel …

Il cuore è il primo musco…

Fibrillazione atriale: antidolor…

L'uso degli antidolorifi…

Virologia: l'ipotesi della pompa…

[caption id="attachment_9…

Ansia e depressione: silenziando…

Un esperimento che almeno…

Sensibilità al glutine non celia…

La rivista scientifica “N…

Alti livelli di vitamina D contr…

[caption id="attachment_6…

Al Policlinico Gemelli di Roma e…

L’intervento è stato cond…

Cancro al colon: individuata pro…

Una nuova ricerca della W…

Anemia di Fanconi curata in vitr…

[caption id="attachment_9…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Lievito di birra: ricerca lo coinvolge per cura contro osteoporosi e tumori ossei

(AGI) – Udine, 19 nov. – Da ingrediente indispensabile per il nostro pane quotidiano a farmaco fondamentale per la cura dei tumori.

Sono i dati preliminari di una ricerca congiunta, ma le Universita’ di Udine e di Manchester ci credono. Studiando il lievito – in particolare quello di birra – i ricercatori hanno scoperto nuovi meccanismi molecolari alla base della risposta dell’organismo ai bisfosfonati, la principale classe di farmaci utilizzata per il trattamento dei tumori.
Come in tutti i Paesi avanzati, anche in Italia l’invecchiamento della popolazione coincide con un aumento esponenziale delle malattie tumorali degenerative, patologie delle ossa comprese. Le proprieta’ del lievito di birra sembrano efficaci anche per trattare osteoporosi post-menopausale e complicanze dovute alle metastasi ossee, conseguenza proprio dei tumori al seno o alla prostata. A rafforzare le speranze vi e’ lo studio condotto dalle ricercatrici Nicoletta Bivi e Milena Romanello, del gruppo di Biologia molecolare del dipartimento di Scienze e tecnologie biomediche dell’ateneo friulano, coordinate dai professori Gianluca Tell e Franco Quadrifoglio, in collaborazione con un’equipe dell’Universita’ di Manchester, guidata dalla ricercatrice triestina Daniela Delneri e dal professor Luigi Moro, responsabile del Centro goriziano per lo studio delle malattie metaboliche dell’osso. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista ‘Genome Biology’ e ripresi dalla rivista scientifica americana ‘Science Daily’. “Questi risultati – sottolineano Tell e Quadrifoglio – sono un caposaldo per successivi studi applicativi che il gruppo di Biologia molecolare ha gia’ avviato in collaborazione con altri sia dell’ateneo udinese sia altri ancora in Italia e all’estero e con il colosso farmaceutico statunitense ‘Procter & Gamble’. Nel nostro Paese gli ammalati di osteoporosi sono gia’ 8 milioni, per due terzi donne, e si prevede che il numero arrivi a 24 milioni entro il 2050”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi