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Tumore rettale: primo intervento ad ultrasuoni, grande successo

Londra, 30 nov. – Un paziente britannico affetto da cancro rettale e’ il primo al mondo il cui tumore sia stato parzialmente distrutto con la terapia degli ultrasuoni.

Preparato istologico con tessuto canceroso

Preparato istologico con tessuto canceroso

Lo ha comunicato l’ospedale di Londra che ha condotto la sperimentazione, l’Hammersmith Hospital: una equipe di radiologi, chirurghi e oncologi ha usato gli ultrasuoni ad alta intensita’ per portare la zona malata ad alta temperatura e distruggere il tumore. La tecnica, hanno spiegato i medici, permette di mirare in modo accurato alle cellule malate e di trattarle in modo piu’ rapido, rispetto alle cure convenzionali.
L’Hammersmith Hospital proporra’ d’ora in poi il trattamento ai pazienti con cancro in stadio avanzato. La tecnica, chiamata ‘high intensity focused ultrasound o Hifu’ (ultrasuoni concentrati ad alta intensita’) viene eseguita sotto anestesia generale. Si possono trattare tumori fino a circa 40 cm cubi di volume e il tessuto viene riscaldato fino a 90 gradi centigradi. E’ stata gia’ eseguita in altri ospedali, ma mai sul cancro del retto. Il paziente dell’Hammersmith ha chiesto di restare anonimo; l’ospedale ha rivelato comunque che e’ stata somministrata una dose di calore a 70 gradi. Ora l’equipe londinese ha intenzione di curare altri 50 pazienti, che saranno studiati da vicino per capire quale temperatura e’ la piu’ efficace. A differenza della radioterapia, l’Hifu puo’ essere eseguita diverse volte sul paziente, con tossicita’ ridotta al minimo. Il leader della ricerca, Paul Abel dell’Imperial College Healthcare NHS Trust, ha sottolineato: “La procedura non comporta alcuna incisione, e’ completamente non-invasiva, per cui la convalescenza e’ rapida. Poiche’ questa e’ la prima volta che l’intervento viene eseguito su un paziente con cancro al retto, dobbiamo studiare un gruppo di pazienti piu’ ampio per valutare la reale efficacia del trattamento e se ha davvero il potenziale di curare la malattia o comunque estendere la vita del paziente”. Robert Glynne-Jones, direttore medico di Bowel Cancer Uk, ha tuttavia fatto notare che la difficolta’ di questo approccio sta nel fatto che gli ultrasuoni curano la parte malata, ma non affrontano i casi in cui il cancro si e’ diffuso in altre parti del corpo. “Potrebbe pero’ diventare una tecnica standard in futuro per i tumori in fase precoce, localizzati”, ha concluso Glynne-Jones.

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