Supercellule che rigenerano il c…

Uno studio in collaborazi…

Dalla propoli, nuova arma contro…

Dalla propoli, un princip…

Contro l'Alzheimer un gene dell'…

[caption id="attachment_8…

La Neocorteccia

[caption id="attachment_7…

Novità nel mondo della produzion…

Che un gruppo di scienzia…

L’importanza della centralità de…

“Il dolore e la sofferenz…

Ictus: decimarne l'incidenza con…

Alla normale attività di …

BRAVE Awards 2012: Il programma…

I caregivers[*] non profe…

Sclerosi Multipla: è partita a P…

Il trapianto autologo di …

Nell'emisfero sinistro la capaci…

< Ricercatori del Medea e…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Androgeni sulla produzione di spermatozoi: prossima tappa ”il pillolo”

Londra, 1 dic. – Scoperto un nuovo “interruttore” ormonale capace di controllare e alterare la produzione di spermatozoi.

Un nuovo studio condotto da ricercatori scozzesi ha infatti individuato il modo in cui gli androgeni agiscono nei testicoli per controllare la normale produzione di sperma e la fertilita’ maschile. Il loro lavoro, pubblicato sulla rivista FASEB, potrebbe portare alla creazione di una “pillola” maschile corrispondente a quella femminile usata fin dagli anni ’60. “Abbiamo scoperto che la mancanza di un certo gene provoca una carenza di recettori degli androgeni, carenza che provoca una drastica riduzione della produzione di spermatozoi”, ha detto Michelle Welsh del Centre for Reproductive Biology al Queen’s Medical Research Institute di Edimburgo.


“Lo abbiamo verificato in esperimenti condotti su topi di laboratorio (ma i cui risultati potrebbero essere applicabili anche all’uomo). Un gene, attivo nelle cellule mioidi peritubulari dei testicoli, codifica per la produzione di recettori per gli androgeni. Con una disattivazione di questo gene, i recettori si riducono provocando infertilita'”. Welsh e colleghi ritengono che sia possibile produrre farmaci mirati per la disattivazione di questo gene, una sorta di “pillolo” su cui da tempo si stanno concentrando gli sforzi di molti ricercatori. “Tuttavia, questa scoperta potrebbe anche permetterci di aiutare chi ha problemi di fertilita'”, ha detto Welsh. “Ad esempio, grazie alla produzione di nuovi agenti che stimolino la produzione di recettori e aumentino il numero di spermatozoi”.

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x