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Fino alla prima candelina piu’ ferro nella dieta del bambino

Troppe proteine e poco ferro. Il latte di mucca dovrebbe restare lontano dal biberon fino a quando il bambino non spegne la prima candelina. Il consiglio arriva dagli esperti nutrizionisti riuniti Champoluc, in Valle D’Aosta, per l’incontro tematico “Merry Christmas and Happy New Milk”.

“Nei primi anni di vita è necessario proteggere i bambini da carenze di ferro, acidi grassi essenziali e vitamine e da eccessi di proteine e grassi”, spiega Claudio Maffeis, professore di Pediatria presso l’Università di Verona e responsabile dell’Unità di Nutrizione Clinica e Obesità. “Per ottenere questo risultato è necessario rimandare il più possibile l’assunzione di latte vaccino – continua lo specialista – e comunque non introdurlo nella dieta prima dei 12 mesi di vita”. Ma nonostante questa raccomandazione sia ben chiara al 96,2% dei pediatri secondo una indagine Eurisko tra il 6° e il 9° mese di vita assumono latte vaccino tra il 17,5 e il 19,5% dei bambini e il 64% delle mamme a 12 mesi ha già introdotto il latte di mucca.

“Le patologie cardiovascolari ad esempio sono come ben sappiamo la prima causa di morte nei paesi industrializzati – afferma Gian Vincenzo Zuccotti, presidente neoeletto dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutizione (INRAN) e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Milano – ma possiamo prevenire sin dall’infanzia la formazione di placche aterosclerotiche ad esempio limitando soprappeso, ipertensione e resistenza all’insulina già da bambini”.

La prevenzione inizia subito, già prima della nascita: l’esposizione intrauterina ad una severa malnutrizione, soprattutto nel secondo trimestre di gravidanza e, dal lato opposto, un introito calorico eccessivo durante la gestazione sono entrambi importanti fattori di rischio di obesità nel bambino e nel giovane adulto. L’eccesso di proteine del latte vaccino è stato riconosciuto come il maggiore fattore di rischio per il soprappeso e l’obesità infantile. Nel confronto tra latte materno e latte vaccino, è quest’ultimo a perdere. Troppo carente di ferro, ad esempio: “La crescita cerebrale infantile – spiega Zuccotti – avviene in maniera letteralmente esplosiva: tra la 24ma e la 40ma settimana di gestazione aumenta di 5 volte il suo peso e prosegue ad una velocità elevatissima sino ai 2 anni quando raggiunge l’80% del peso di un cervello adulto. Questi processi – conclude Zuccotti – hanno bisogno di particolari sostanze per svolgersi correttamente come iodio, ferro e zinco.” Se il latte materno manca o è insufficiente può essere usato un latte in formula per lattanti che contribuisca a bilanciare l’apporto nutrizionale fino ai 6 mesi di vita e successivamente un latte di proseguimento. Dopo i 12 mesi invece il cosiddetto latte di crescita fornisce tutti i nutrienti chiave per crescere i bambini sino a 3 anni.

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