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Pressione sanguigna: una piccola operazione potrebbe risultare risolutiva per chi non ha avuto risposta dai farmaci

Magari potrebbe essere vista come l’ultima spiaggia, dopo aver scoperto che con il trattamento dell’ipertensione con i farmaci non si ottengono risultati. Tuttavia, secondo i medici britannici questo nuovo metodo chirurgico potrebbe essere la soluzione ideale per il trattamento della pressione alta. Un’operazione, questa, che richiede meno di un’ora. L’operazione chirurgica, nonostante non sostituisca gli effetti benefici di una dieta sana e dell’esercizio fisico, sarebbe un aiuto per tutte quelle persone che soffrono di ipertensione ma che non rispondono ai trattamenti farmacologici o che ne sono intolleranti.

Secondo quanto riportato sulle pagine del Daily Telegraph, la nuova procedura, chiamata ablazione renale del nervo simpatico, comporta minuscole bruciatore nel nervo responsabile dell’ipertensione in alcune persone. In questo modo, s’interrompono i segnali provenienti dal cervello che ordinano ai reni di mantenere elevata la pressione sanguigna.
Dai dati ricavati, i medici suggeriscono che questo trattamento risulta efficace entro da tre mesi.
«Questo è lo sviluppo più eccitante per l’ipertensione dopo l’avvento di farmaci anti-ipertensivi 50 anni fa. È difficile prevedere i limiti e potrebbe eventualmente essere paragonato ai farmaci» ha dichiarato Mel Lobo, medico e specialista in ipertensione del Britain National Health Service. La prima operazione è già stata eseguita su un paziente di 68 anni di Londra, affetto da diabete, una profonda trombosi venosa e ch aveva già subito un ictus. La sua pressione sanguigna è scesa appena due settimane dopo l’operazione e si pensa che la maggior parte dei pazienti vedrà un miglioramento entro tre mesi, si legge sul quotidiano.
«Questa procedura relativamente banale ha il potenziale per offrire un serio miglioramento della qualità della vita per il paziente. È molto efficiente e può abbassare la pressione del sangue sufficiente a ridurre la mortalità per ictus del 50%» ha dichiarato il dr. Martin Rothman, il cardiologo che ha eseguito l’operazione.

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