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Diabete: arriva il microinfusore insulinico contro crisi ipoglicemiche

microinfusore insulinico - potrebbe non corrispondere col modello descritto nell'articolo

Grande come un cellulare, leggero come un lettore mp3, controlla automaticamente la glicemia 288 volte al giorno 24 ore su 24 eliminando il rischio di crisi ipoglicemiche. E’ il nuovo dispositivo che avvisa con un segnale acustico se gli zuccheri stanno calando troppo e sospende per due ore, anche se il paziente diabetico non interviene, l’infusione di insulina in caso di grave ipoglicemia, che provoca un terzo dei decessi e si verifica almeno una volta l’anno in un paziente su 10 degli oltre 200.000 malati di diabete di tipo 1.


Il dispositivo, prodotto da Medtronic, e’ stato presentato oggi in un convegno sul diabete presso la Biblioteca del Senato, alla presenza del ministro della Salute Ferruccio Fazio e del presidente della commissione Igiene e Sanita’ del Senato Antonio Tomassini. Il microinfusore, in sostanza, simula le funzioni e le caratteristiche fondamentali del pancreas, e secondo gli esperti e’ quanto di piu’ vicino esista ora al pancreas artificiale. Il dispositivo e’ approvato in oltre 50 paesi tra cui l’Italia, dove e’ gia’ in uso su 100 pazienti. La novita’ sta nella capacita’ dell’infusore, collegato via wireless con un sensore, altrettanto minuscolo, che rileva 24 ore su 24 i livelli di glucosio, di fermarsi quando il paziente va in ipoglicemia, impedendo che il paziente stesso, ad esempio durante il sonno, non sentendo l’allarme acustico dell’apparecchio vada in ipoglicemia, anche grave senza accorgersene. Con il rischio di perdita di coscienza, convulsioni, coma e anche la morte. Una caratteristica, spiegano gli esperti, che potrebbe aiutare a estendere l’uso dei microinfusori per insulina nel nostro Paese, dove sono impiegati in circa 2.500 bambini e adolescenti e 9.000 pazienti diabetici adulti.

Tuttavia, ha avvertito il ministro Fazio, “l’evoluzione tecnologica procede a piccoli passi, non dobbiamo creare false aspettative nei pazienti. In ogni caso le alte tecnologie sono fondamentali, e oltretutto a fronte di un costo iniziale maggiore evitano giorni di ricovero, costituendo alla fine un notevole risparmio. Per questo pensiamo di affiancare ai direttori generali e ai direttori sanitari una figura paragonabile a un direttore di macchina, come nelle navi, che gestisca proprio l’aspetto tecnologico. Nel Patto per la Salute c’e’ inoltre un tavolo per definire l’ottimale utilizzo dei dispositivi medici”.

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