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Parte il test del progesterone nei pazienti con trauma cranico

molecola progesterone

Al via uno studio clinico per valutare gli effetti del progesterone, l’ormone sessuale femminile usato nelle prime pillole anticoncezionali, nei pazienti con trauma cranico. Da marzo i test saranno condotti dai ricercatori della Emory University, negli Usa, come gli stessi scienziati hanno annunciato al congresso dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza. Si parte all’insegna dell’ottimismo: secondo l’equipe, il progesterone potrebbe salvare vite e ridurre i danni al cervello dopo un trauma.

Saranno coinvolti circa 1.000 pazienti in 17 centri specializzati negli States, sotto la supervisione di David Wright, professore associato di medicina d’emergenza nell’ateneo di Atlanta. Studi precedenti hanno mostrato che l’ormone sostiene il normale sviluppo dei neuroni e ha un effetto protettivo sul tessuto cerebrale danneggiato. Funzionerebbe, insomma, su piu’ fronti, ha spiegato il medico alla Bbc news. Se i risultati di questo nuovo studio saranno positivi, il progesterone potrebbe diventare il primo farmaco in 30 anni specificamente approvato per i gravi traumi cranici. I pazienti su cui sara’ testato, riceveranno un’infusione di progesterone naturale e non la forma sintetica, che in questi casi sembra non funzionare. Trattandosi di persone con gravi danni cerebrali, l’agenzia del farmaco Usa (Food and Drug Administration) ha consentito che l’equipe somministri il farmaco senza il consenso dei pazienti, in modo che possano riceverlo prima possibile e beneficiare del massimo effetto protettivo.

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