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Fumo: bloccare un fattore di crescita cellulare per arginare danni polmonari

Un tecnica in grado di bloccare un fattore di crescita cellulare potrebbe ridurre i danni polmonari provocati dal fumo, e in particolare potrebbe limitare lo sviluppo della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO ). È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine dai ricercatori della University of Melbourne di Victoria, in Australia.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di topi, alcuni dei quali sono stati trattati con l’agente bloccante anti-GM-CSF, che ostacola l’azione del fattore di crescita dei macrofagi granulociti (GM-CSF), che risulta a sua volta connesso con lo sviluppo della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO ).


Nel corso dell’esperimento ai roditori è stato fatto respirare, per un periodo di quattro giorni, un quantitativo di fumo pari al consumo di nove sigarette al giorno. Al termine dello studio gli esperti hanno osservato che il tessuto polmonare dei topi trattati con l’anti-GM-CSF risultava meno infiammato: l’agente aveva ridotto il numero di globuli bianchi potenzialmente dannosi che si infiltrano nei polmoni dopo l’esposizione al fumo e inibito i fattori di necrosi tumorale.

“Lo studio ha dimostrato che l’anti-GM-CSF, che ha ridotto significativamente l’infiammazione polmonare dei topi, potrebbe essere utile per la cura di patologie respiratorie come la BPCO – spiega Ross Vlahos, ricercatore dell’Università di Melbourne -. Tuttavia la ricerca non intende rappresentare un incentivo per continuare a fumare: smettere rappresenta la migliore e unica cura per le patologie polmonari dovute al fumo”.

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