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Tumori della testa e al collo: significativi i risultati del Cetuximab

Merck Serono: Cetuximab in associazione alla chemioterapia standard di prima linea aumenta in modo significativo la sopravvivenza dei pazienti con tumore della testa e del collo, senza comprometterne la qualità di vita

  • I risultati dello studio EXTREME evidenziano un beneficio complessivo dall’’associazione di Cetuximab alla chemioterapia di prima linea a base di platino nel trattamento del tumore recidivante e/o metastatico della testa e del collo
  • Cetuximab offre un miglioramento significativo nelle scale di valutazione dei sintomi chiave della malattia
  • I risultati confermano Cetuximab in associazione alla chemioterapia a base di platino come standard di cura in questo gruppo di pazienti

Darmstadt (Germania) 6 aprile 2010 – I nuovi risultati appena pubblicati dall’Annals of Oncology confermano il ruolo della terapia mirata Cetuximab come nuovo standard di cura nel trattamento di prima linea del tumore recidivante e/o metastatico (R/M, recurrent/metastatic) a cellule squamose della testa e del collo (SCCHN, Squamous Cell Carcinoma of the Head and Neck). Lo studio clinico di fase III Extreme, una pietra miliare in questo ambito, ha dimostrato come Cetuximab sia la prima terapia negli ultimi trent’anni a migliorare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico quando associata alla chemioterapia a base di platino. Sulla base di questi risultati, nel 2008 Cetuximab è stato approvato nel trattamento dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico.

La nuova analisi ha valutato l’impatto di Cetuximab sulla qualità di vita(QoL, Quality of Life) e ha dimostrato che l’associazione dell’anticorpo anti-EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) alla chemioterapia standard a base di platino può migliorare i sintomi legati alla patologia, senza incidere negativamente sulla qualità di vita dei pazienti.1

Lo sperimentatore principale dello studio clinico EXTREME, il Professor Jan Vermorken dell’Antwerp University Hospital, ha commentato “Questa analisi sostiene ulteriormente i benefici clinici dell’associazione di Cetuximab alla chemioterapia a base di platino nei pazienti colpiti da patologia recidivante e/o metastatica. Non solo Cetuximab offre miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente importanti nella sopravvivenza globale, nella sopravvivenza libera da progressione e nei tassi di risposta e di controllo della patologia, ma permette tutto questo senza aver nessun impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti e può offrire un sollievo da alcuni dei sintomi associati al  SCCHN”.

Circa l’80% della popolazione ITT (Intention To Treat) ha completato almeno uno dei questionari di valutazione, mostrando che:

  • Non sono mai emerse differenze significative tra i due bracci di trattamento in nessuna delle scale o sotto-scale della QoL, (questionario QLQ-C30). Questo significa che i risultati relativi al gruppo trattato con Cetuximab sono stati generalmente favorevoli e non peggiori, in modo significativo, dei risultati del gruppo trattato con la sola chemioterapia
  • Nell’analisi pattern-mixture, una differenza significativa nel punteggio dello stato di salute globale/QoL è stata dimostrata tra i gruppi di trattamento, a vantaggio del gruppo trattato con Cetuximab (p=0,0415)
  • Le scale relative ai sintomi (dolore e problemi con la deglutizione, il parlare e il mangiare) sono state considerevolmente a favore del gruppo trattato con Cetuximab al ciclo 3 (questionario QLQ-H&N35)

“Questi risultati conferiscono ulteriore rilevanza al ruolo di Cetuximab come farmaco essenziale da associare alla chemioterapia standard nel trattamento di prima linea del SCCHN recidivante e/o metastatico. Possiamo essere rassicurati dal fatto che il beneficio di efficacia offerto da Cetuximab, non è compromesso da alcun impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Anzi, come mostra questa analisi, Cetuximab migliora di fatto alcuni dei sintomi spiacevoli con cui i pazienti colpiti da SCCHN sono costretti a convivere” ha dichiarato il Dr Wolfgang Wein, Executive Vice President, Oncology, Merck Serono.

Lo studio EXTREME

Nel 2008 lo studio clinico di fase III EXTREME (n=442) ha dimostrato che l’associazione dell’anticorpo anti-EGFR (Cetuximab) alla terapia di prima linea contenente platino (cisplatino o carboplatino) e al 5-fluorouracile (5-FU) ha migliorato in modo significativo i risultati rispetto alla sola chemioterapia a base di platino nei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico.2

L’associazione di Cetuximab alla chemioterapia a base di platino ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza mediana globale  (7,4 vs. 10,1 mesi; hazard ratio [HR] per morte: 0,80, ossia una riduzione del rischio di morte del 20%, 95% CI 0,64–0,99; p=0,04) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS, Progression-Free Survival) (3,3 vs 5,6 mesi; HR per progressione: 0,54, ossia un abbattimento del 46% del rischio di progressione della malattia, 95%; CI 0,43–0,67; p<0,001) e ha aumentato considerevolmente il tasso di risposta dal 20% al 36% (p<0,001). Si tratta del primo studio clinico randomizzato che, dopo trent’anni, ha mostrato un aumento della sopravvivenza grazie all’aggiunta di un nuovo farmaco alla terapia contenente platino rispetto alla sola chemioterapia a base di platino.2

I tumori della testa e del collo

Si stima che, solo in Europa, vi siano circa 143.000 nuovi casi ogni anno di tumori della testa e del collo e che più di 68.000 decessi siano dovuti a questa patologia3. Circa il 40% dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo, ha una forma recidivante e/o metastatica4. Per tumori della testa e del collo si intende quelli che colpiscono la  lingua, la  bocca, le ghiandole salivari, la faringe, la laringe, i seni paranasali e altre zone situate nel settore cervico-facciale. Nel 90% circa dei casi, i tumori della testa e del collo sono a cellule squamose5 e quasi tutti esprimono l’EGFR, fattore cruciale per la crescita del tumore6.

a EXTREME: ErbituX in 1st-line Treatment of REcurrent or MEtastatic head and neck

cancer

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Bibliografia

1.Mesia R et al, Annals of Oncology, ANNONC-2009-1475.R1.

2.Vermorken JB et al, N Engl J Med 2008; 359:1116-1127.

3. GLOBOCAN 2002 (www-dep.iarc.fr), accessed November 2008.

4. Lefebvre J-L. Ann Oncol 2005;16(Suppl 6):vi7-vi12.

5. Vermorken J. Ann Oncol 2005;16(Suppl 2):ii258-ii264.

6. Grandis JR & Tweardy DJ. Cancer Res 1993;53(15):3579-84

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Informazioni su Cetuximab

Cetuximab è un anticorpo monoclonale IgG1 di prima classe e ad ampia azione, indirizzato all’EGFR, il recettore del fattore di crescita epidermico. Come anticorpo monoclonale, la modalità di azione di Cetuximab si distingue dai trattamenti chemioterapici standard non selettivi in quanto punta in modo specifico e si lega all’EGFR. Il legame inibisce l’attivazione del recettore ed il successivo processo del segnale di traduzione, che comporta la riduzione sia dell’invasione dei tessuti normali da parte delle cellule tumorali sia l’espansione del tumore a nuovi siti. Si ritiene inoltre che inibisca sia l’attività delle cellule tumorali di riparare al danno causato dalla chemio e radioterapia, che la formazione di nuovi vasi sanguigni all’interno dei tumori, con il risu8ltato di una globale soppressione della crescita tumorale.

L’effetto collaterale più comune con Cetuximab è uno sfogo epidermico simile all’acne che sembra essere correlato ad una buona risposta alla terapia. In circa il 5% dei pazienti, reazioni di ipersensibilità possono comparire durante il trattamento con Cetuximab: circa la metà di queste reazioni è severa.

Cetuximab ha già ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione in 79 Paesi. E’ stato approvato per il trattamento del tumore del colon-retto metastatico in 79 Paesi e per il trattamento del tumore della testa e del collo a cellule squamose (SCCHN) in 72 Paesi:

  • Dicembre 2003 (Svizzera), febbraio 2004 (Stati Uniti d’America), giugno 2004 (Unione Europea) e in seguito dagli altri Paesi: per l’uso in associazione con l’irinotecan nei pazienti con un tumore metastatico del colon retto (mCRC, metastatic colorectal cancer) esprimenti l’EGFR che hanno fallito la terapia con irinotecan. Inoltre, Cetuximab è stato anche approvato come agente singolo in altri paesi.
  • Aprile 2006 (Unione Europea) e in seguito altri Paesi: per l’uso in associazione con la radioterapia per il trattamento del tumore localmente avanzato della testa e del collo a cellule squamose (SCCHN). In altri paesi, Cetuximab è anche approvato come monoterapia nei pazienti con un tumore SCCHN recidivante e/o metastatico che hanno fallito la terapia con chemioterapia.
  • Luglio 2008 (Unione Europea): l’autorizzazione è stata aggiornata per il trattamento dei pazienti che esprimono il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), nel tumore mCRC con KRAS non mutato e come agente singolo nei pazienti che hanno fallito la terapia con su oxaliplatino e irinotecan e che sono intolleranti all’irinotecan.
  • Luglio 2008 (Giappone): per l’uso in associazione con irinotecan nei pazienti con tumore mCRC che esprime l’EGFR e che hanno fallito la precedente terapia con irinotecan
  • Novembre 2008 (Unione Europea): l’autorizzazione è stata ampliata all’uso in associazione con la chemioterapia a base di platino nei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico.

Merck ha acquisito il diritto alla commercializzazione di Cetuximab fuori dagli Stati Uniti e dal Canada da ImClone LLC, una filiale totalmente di proprietà della Eli Lilly and Company, dal 1998. In Giappone, ImClone Systems, Bristol-Myers Squibb Company e Merck sviluppano e commercializzano congiuntamente Cetuximab. Merck è attivamente impegnata nell’avanzamento dei trattamenti in oncologia e sta studiando nuove terapie in aree altamente specialistiche, quali l’uso di Cetuximab nel tumore del colon retto, della testa e del collo a cellule squamose e al polmone non a piccole cellule (NSCLC). Merck ha inoltre acquisito i diritti su un farmaco a base di tegafur-uracile – un chemioterapico orale somministrato con acido folinico (FA) per il trattamento di prima linea del tumore al colon-retto metastatico.

In campo oncologico, inoltre, Merck sta studiando l’uso del vaccino BLP25 liposoma nel trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule. Il vaccino ha ottenuto lo status fast track nel Settembre 2004 da parte dell’FDA. Merck ha ottenuto una licenza esclusiva a livello mondiale da Oncothyreon Inc., Seattle, Washington, USA.

Inoltre, Merck sta sviluppando la cilengitide, che è la prima di una nuova classe di terapie anti-tumore investigazionali chiamate inibitori di integrina a raggiungere la fase III di svilupo; la cilengitide è attualmente studiata per il trattamento di glioblastoma, del SCCHN e del NSCLC. Gli inibitori di integrina sono studiati per colpire il tumore e la sua vascolarizzazione.

Informazioni su Merck Serono

Merck Serono è la divisione per farmaci da prescrizione innovativi di Merck, gruppo  globale farmaceutico e chimico.

Merck Serono, con sede centrale a Ginevra, Svizzera, scopre, sviluppa, produce e commercializza piccole molecole innovative e farmaci biologici per aiutare pazienti affetti da patologie che non hanno ancora una risposta adeguata. Negli Stati Uniti e in Canada Merck Serono opera con proprie affiliate con la denominazione EMD  Serono

Merck Serono offre prodotti all’avanguardia in oncologia, sclerosi multipla, infertilità, disfunzioni endocrine e del metabolismo.

Con un investimento annuale in Ricerca & Sviluppo di circa 1 miliardo di euro, Merck Serono è impegnata a far crescere il proprio business sia in aree terapeutiche specialistiche come patologie neurodegenerative, Oncologia, Fertilità ed Endocrinologia, sia in nuove aree terapeutiche, a seguito dell’attività di ricerca sulle malattie autoimmuni ed infiammatorie.

Per maggiori informazioni, consultare il sito www.merckserono.it

Informazioni su Merck

Merck è un gruppo globale farmaceutico e chimico con vendite per 7,7 miliardi di Euro nel 2009, una storia iniziata nel 1668 ed un futuro formato da circa 33.000 dipendenti in 61 Paesi. Il suo successo è caratterizzato dall’innovazione da parte di dipendenti imprenditori. Le attività operative di Merck sono svolte sotto il coordinamento della Merck KgaA,  Darmstadt, Germania, nella quale la famiglia Merckdetiene una partecipazione del 70% ed altri azionisti il rimanente 30%. Nel 1917 la succursale negli Stati Uniti Merck & Co è stata espropriata ed è divenuta da allora in poi una società indipendente.

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