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Ictus: sintomi non riconosciuti due su tre casi

Due terzi dei pazienti colpiti da ictus non si rendono conto dei sintomi iniziali della malattia e per questo lasciano passare un tempo molto lungo dall’esordio sintomatologico al momento in cui arrivano in ospedale. A questo tempo, va aggiunto quello intraospedaliero per l’attribuizione dei codici di triage e la presenza di figure professionali specifiche. A rivelare il problema della scarsa consapevolezza dell’ictus e i tempi di ospedalizzazione e’ il Quaderno del Ministero della Salute, dedicato a questo tema presentato dal ministro Ferruccio Fazio. Secondo i dati, solo il 22% dei pazienti raggiunge il Pronto Soccorso entro le tre ore dall’esordio della malattia e solo il 21% di questi ne ha consapevolezza.

Uno studio italiano condotto su 16 regioni italiane ha evidenziato che sussiste ‘un tempo esageratamente lungo tra il momento in cui il paziente si rende conto che qualcosa non va e quello in cui viene presa la decisione di andare in ospedale’. Questo ritardo cruciale dipende dagli stessi pazienti e dai loro familiari che non riconoscono i sintomi dell’ictus e ignorano l’importanza di un intervento precoce. ‘Nel caso dell’ictus ischemico – sottolinea Gian Luigi Lenzi, del Dipartimento di Neurologia dell’universita’ La Sapienza di Roma e coordinatore del Quaderno – e’ fondamentale arrivare in ospedale entro tre ore e mezza dall’evento, mentre nel caso di emorragia, la corsa contro il tempo e’ piu’ moderata e il trasferimento in un centro d’eccellenza puo’ garantire anche la sopravvivenza’.

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