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Farmacisti anche in case di cura e carceri no all’abuso della professione

Per migliorare l’assistenza e diminuire gli errori si è deciso d’istituire un tavolo permanente
presso la Federazione degli Ordini che prenda in esame anche la legge di riordino del comparto


Roma, 4 giugno 2010 – Per migliorare i livelli di assistenza e diminuire gli errori è necessario istituire la presenza di farmacisti anche nelle Residenze Sanitarie Assistite (RSA), nelle carceri, nelle case di cura, nei reparti d’ospedale e dove si preparano medicinali per terapie avanzate come quelle con cellule staminali. Ed è inoltre urgente prendere provvedimenti per arginare il fenomeno dell’abuso della professione che si compie quando, ad esempio, non sono i farmacisti ma altri operatori sanitari ad occuparsi direttamente della gestione di farmaci particolarmente importanti e delicati come i radiofarmaci o gli antitumorali.

E’ quanto emerso nel corso dell’incontro promosso dal Segretario della Commissione Igiene e Sanità, Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, tra i presidenti nazionali della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) Andrea Mandelli, della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO), Laura Fabrizio, e del Sindacato Nazionale Farmacisti Dirigenti del SSN (SiNaFO) Giangiuseppe Console. Nell’incontro è stato sottolineato il clima di piena collaborazione esistente tra le tre organizzazioni, che si è già concretizzato, sotto l’egida del Ministero della Salute, nella realizzazione di due importanti progetti: quello sul rischio clinico, giunto da poco a compimento, e quello, ancora in itinere, sulla creazione della figura del farmacista di dipartimento. Le tre associazioni hanno dunque ribadito assieme “l’assoluta necessità di mantenere sempre il binomio farmaco-farmacista: laddove il professionista del farmaco interviene nella gestione dei prodotti farmaceutici, il processo viene condotto con elevata professionalità in ogni sua fase, sia esso nelle farmacie ospedaliere, delle Asl e nelle farmacie sul territorio”.

In questa occasione, inoltre, sono state affrontate altre importanti tematiche relative alla professione ed in particolare quelle inerenti alle responsabilità del farmacista delle aziende sanitarie nel governo clinico e nella sicurezza del paziente, alla gestione ottimale dei dispositivi medici, alle attività rimaste orfane a seguito della decadenza del Decreto Legge 128/68, quali la chimica degli alimenti, alla legge di riordino dell’intero comparto farmaceutico.

Nell’ambito della formazione si è affrontato il problema relativo ai contratti per i farmacisti specializzandi in farmacia ospedaliera e all’accesso alla scuola di specializzazione in farmacologia nonché alla formazione continua per adeguare e mantenere le competenze dei farmacisti ai livelli necessari all’evoluzione del sistema sanitario. Per quanto attiene la dispensazione dei farmaci ai pazienti è stato condiviso che i criteri cui dovrà ispirarsi la revisione dell’attuale sistema dovranno orientarsi alla individuazione delle modalità più idonee ad assicurare su tutto il territorio nazionale appropriatezza e sicurezza nel rispetto delle esigenze dei cittadini e dell’economicità del sistema. Inoltre, nel corso dell’incontro al Senato è stata attentamente valutata l’opportunità di attivare il confronto SIFO, SiNaFO e FOFI, su tematiche specifiche quali ad esempio l’elaborazione di linee guida condivise per la conduzione delle ispezioni, da parte di apposite commissioni, presso le farmacie aperte al pubblico ed in generale su tutte le problematiche comuni alla professione. In questa ottica è stato deciso di istituire un Tavolo di lavoro permanente per affrontare le problematiche che investono i farmacisti delle Aziende Sanitarie e delle Farmacie di comunità, nella logica di una sinergia orientata ad attuare ogni possibile iniziativa finalizzata a migliorare la qualità dell’assistenza farmaceutica, a tutto vantaggio degli assistiti e dell’intera collettività.

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