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Miastenia gravis: scoperta italiana dimostra presenza di agenti infettivi

Roma, 12 lug – Dimostrata per la prima volta la presenza di agenti infettivi nel timo di pazienti affetti da Miastenia Gravis (MG): la scoperta, di notevole rilevanza sotto il profilo della comprensione dell’origine della malattia, e’ stata effettuata grazie a due studi condotti in parallelo dal gruppo di ricerca coordinato dalla dottoressa Pia Bernasconi dell’Unita’ operativa Neurologia IV della Fondazione Istituto neuorologico ”C.Besta” diretta da Renato Mantegazza e pubblicati su Neurology e Annals of Neurology.

I risultati scientifici raggiunti dalle due ricerche promettono importanti risvolti non solo per quel che attiene la comprensione delle basi patogenetiche della MG, ma soprattutto per l’individuazione di nuove strategie sia di cura che di prevenzione. Se da un lato la scoperta di un contributo virale all’insorgenza o progressione della MG rafforza i trattamenti clinici correntemente utilizzati, come l’uso di farmaci anti-infiammatori e la rimozione chirurgica del timo in quanto sito di infezione e autoreattivita’, dall’altro apre nuove prospettive terapeutiche nelle quali il virus, da una parte, e le proteine coinvolte nella risposta antivirale, dall’altra, costituiscono nuovi e piu’ mirati bersagli farmacologici.

La Miastenia Gravis e’ una malattia neurologica di tipo autoimmune. I sintomi che dominano il quadro clinico sono visione doppia, deficit nell’articolazione delle parole, nella deglutizione, nella respirazione e perdita della forza degli arti. Gli eventi immunologici che ne determinano l’insorgenza sono tuttora sconosciuti. Come la maggior parte delle malattie autoimmuni, la MG e’ da considerare una patologia complessa, alla cui manifestazione concorrono molteplici fattori, sia genetici che ambientali. Tra i secondi, i virus costituiscono i principali sospettati, anche se il loro ruolo nello sviluppo della malattia non e’ mai stato direttamente provato. (ASCA)

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