Tumore al polmone: dopo il fumo …

La 'Relazione sullo stato…

Pancreatite autoimmune: individu…

[caption id="attachment_5…

Fibrosi cistica: in USA nuova te…

Un gruppo di ricercatori…

Oncologia: i farmaci 5-HT3 antag…

[caption id="attachment_1…

CCSVI: studio italiano su cura Z…

Uno studio italiano p…

Osservatorio oncogeriatrico: per…

La vecchiaia inizia a 70 …

Il veleno delle api veicolato di…

[caption id="attachme…

Carta identita' genetica: arriva…

[caption id="attachment_6…

RNA: si tenta ancora una ricostr…

Fra i ricercatori è diffu…

PALEXIA® (Tapentadolo) vince due…

Luminoso futuro per il 20…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La sindrome metabolica manifesta prima dell’adolescenza

Sono bambini destinati a ritrovarsi alle prese con colesterolo e pressione un po’ alti, glicemia al limite e chili di troppo prima di entrare nell’adolescenza. Dovranno cioè fare i conti con la sindrome metabolica, e non è una buona notizia visto che il problema è legato a doppio filo con un maggior pericolo di guai a cuore e vasi. Come identificarli prima possibile? Secondo uno studio presentato a Stoccolma, all’ultimo Congresso internazionale sull’obesità, i piccoli che più facilmente andranno incontro alla sindrome si possono riconoscere tenendo conto di alcuni fattori di rischio precoci.

STUDIO – Melinda Sothern, docente di salute pubblica all’università di New Orleans, ha cercato di capire quali fattori, individuabili in bimbi di 7-9 anni, fossero maggiormente predittivi della comparsa degli elementi della sindrome metabolica nell’infanzia e nell’adolescenza, che ha le stesse caratteristiche di quella dell’adulto: colesterolo e trigliceridi alti, glicemia elevata con insulino-resistenza, obesità addominale, pressione alta.

Studiando un centinaio di bimbi e ragazzini, la ricercatrice ha verificato che la sindrome è molto più probabile nei figli di donne che hanno preso molto peso in gravidanza, nei bimbi che alla nascita pesavano troppo o troppo poco e nei piccoli che non fanno movimento. Sono questi elementi che creano le condizioni perché si sviluppi uno squilibrio del metabolismo dei grassi, che quindi si accumulano nel fegato, attorno alla pancia e pure nel sangue dei bimbi già intorno agli 8 anni. «Abbiamo ipotizzato che esistano marcatori precoci della sindrome, strettamente correlati ai meccanismi che la provocano – dice la Sothern -. Questi meccanismi originano durante la vita intrauterina e vengono peggiorati da altri elementi, come la sedentarietà o un particolare assetto dei geni: tutto questo concorre a creare il cosiddetto “fenotipo della sindrome metabolica”, una condizione in cui il problema si manifesta molto precocemente, nell’adolescenza o addirittura nell’infanzia».

SINDROME – La cosa non è di poco conto, visto che chi assomma tutti gli elementi della sindrome (di fatto i principali fattori di rischio cardiovascolare) si ritrova con una probabilità doppia di andare incontro a malattie cardiovascolari; il rischio di diabete, inoltre, è cinque volte maggiore rispetto alla norma. Un guaio se la sindrome si presenta già da piccoli, con tutto il tempo per far danni devastanti a cuore, vasi, metabolismo. E non bisogna pensare che sia un disturbo raro: in Italia abbiamo il triste primato dei bambini sovrappeso o obesi (alle elementari uno su quattro ha diversi chili di troppo, il 12 per cento è obeso), così si stanno accumulando studi allarmanti secondo cui già nei primissimi anni di vita molti piccoli hanno i segni conclamati della sindrome metabolica e il cuore in pericolo. «I nostri dati – riprende Sothern – dimostrano che alcuni fattori di rischio precoci e modificabili possono contribuire non poco alla comparsa della sindrome metabolica: il peso durante la gravidanza, che influenza anche il peso del bimbo alla nascita, e l’attività fisica dei bambini sono due elementi importanti su cui dovremmo puntare per ridurre l’incidenza del problema e di tutte le sue nefaste conseguenze».

Corriere.it

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi